Salario minimo comunale e garante per i detenuti: due proposte per Bari

Le mozioni presentate mirano a sostenere dignità lavorativa e diritti fondamentali

Due mozioni, destinate a modificare profondamente l’approccio del Comune di Bari su temi cruciali, sono state depositate per la discussione in Consiglio comunale. La prima proposta riguarda l’istituzione di un salario minimo comunale, mentre la seconda mira a creare la figura del garante per le persone private della libertà personale. Entrambe le iniziative sono state presentate da Michele Laforgia, primo firmatario, con il sostegno di altri consiglieri e della vicesindaca Giovanna Iacovone.

Lotta al lavoro povero: la mozione per il salario minimo comunale

La proposta relativa al salario minimo comunale intende contrastare il fenomeno del lavoro sottopagato, che colpisce una significativa fetta della popolazione pugliese. Nel testo depositato, si propone di inserire nei bandi per appalti pubblici e concessioni del Comune di Bari una clausola che obblighi le imprese a rispettare i contratti collettivi nazionali e territoriali, garantendo una retribuzione non inferiore a 9 euro lordi l’ora.

Inoltre, si chiede di avviare una ricognizione dei contratti esistenti per verificare il rispetto delle condizioni economiche e normative, garantendo salari adeguati e dignitosi. Michele Laforgia ha sottolineato l’urgenza del tema, evidenziando come la povertà lavorativa sia una piaga che interessa un milione di persone in Puglia, con gravi ricadute sulla qualità della vita, dalla difficoltà di accesso alle cure al fenomeno dell’abbandono scolastico.

“Il Comune non può restare indifferente,” ha dichiarato Laforgia, ricordando che altre amministrazioni italiane hanno già intrapreso iniziative simili. “Il problema del lavoro malpagato riguarda non solo l’esistenza delle persone, ma anche la loro dignità e sicurezza”.

Una figura per tutelare i diritti dei detenuti

L’altra mozione, dedicata al garante dei detenuti, si pone l’obiettivo di monitorare e intervenire sui diritti delle persone private della libertà personale. Questo ruolo, si legge nel documento, sarebbe essenziale per garantire il rispetto dei diritti fondamentali in ambiti quali salute, lavoro, istruzione e reinserimento sociale, favorendo un collegamento diretto tra istituzioni locali e detenuti.

Secondo Laforgia, condizioni detentive degradanti non solo ledono la dignità umana, ma contribuiscono all’aumento delle recidive, trasformando il carcere in un luogo criminogeno. La presenza del garante aiuterebbe a promuovere una gestione più inclusiva e connessa con il territorio, contribuendo anche alla sicurezza urbana. “Un carcere punitivo e isolato peggiora inevitabilmente le condizioni di partenza dei detenuti”, ha spiegato.

Un segnale di stimolo per la maggioranza

Entrambe le proposte rappresentano punti qualificanti del programma della maggioranza e puntano a stimolare l’attività del Consiglio comunale e dell’amministrazione locale. Laforgia ha concluso evidenziando come queste iniziative non siano solo tecniche, ma anche politiche e culturali, volte a rafforzare il senso di responsabilità dell’ente locale verso temi sociali prioritari.

La presenza della vicesindaca Iacovone alla conferenza stampa è stata indicativa dell’impegno dell’amministrazione nel sostenere queste proposte, che ora attendono la discussione e l’approvazione in aula Dalfino.

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