È tornato in Italia Antonio La Piccirella, l’attivista originario di Bari che era stato fermato il 26 luglio scorso al largo della Striscia di Gaza, mentre si trovava a bordo della nave Handala, impegnata in una missione umanitaria contro il blocco imposto da Israele sull’enclave palestinese. La sua liberazione è avvenuta grazie all’intervento della diplomazia italiana e delle istituzioni locali, che si sono mosse rapidamente per riportarlo nel Paese.
Le autorità israeliane avevano abbordato la nave a poche miglia nautiche dalla costa di Gaza, interrompendo la rotta della Handala e trasferendo i passeggeri in territorio israeliano per accertamenti. L’equipaggio della Handala non era armato e trasportava esclusivamente beni simbolici e documenti a sostegno della causa palestinese.
In risposta al fermo, si è attivata una rete diplomatica e politica, che ha visto la partecipazione del Ministero degli Esteri italiano e il sostegno delle istituzioni baresi, tra cui rappresentanti comunali e associazioni per i diritti umani. Il rilascio dei partecipanti è avvenuto in tempi relativamente rapidi, sebbene la dinamica dell’operazione israeliana abbia sollevato interrogativi su diritti internazionali e libertà di navigazione.
La Piccirella, noto per il suo impegno in iniziative pacifiste e solidali, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali al suo arrivo, ma secondo fonti vicine all’attivismo barese, avrebbe confermato la volontà di proseguire il proprio impegno in difesa dei diritti umani e contro il blocco di Gaza.
L’episodio si inserisce in un contesto geopolitico sempre più teso, dove la questione palestinese continua a generare prese di posizione, manifestazioni e interventi di solidarietà da parte della società civile in tutto il mondo.
Attivisti ancora detenuti in Israele: tra loro lo skipper barese Tony La Piccirella