Un’idea che sembra fantascientifica, ma che sta creando molto dibattito: il trasferimento della città di Matera dalla Basilicata alla Puglia attraverso un referendum popolare. La proposta, avanzata da Corrado Danzi, ex parlamentare e promotore dell’iniziativa, punta a rompere lo “strapotere di Potenza” per rilanciare Matera, proponendo un modello simile a quello già sperimentato con successo da Sappada, che passò dal Veneto al Friuli Venezia Giulia.
La consultazione, se approvata, potrebbe portare a cambiamenti profondi per la comunità materana, che si troverebbe a fare riferimento politico e amministrativo non più su Potenza, ma su Bari. Il sindaco di Matera, Domenico Bennardi, ha commentato la proposta, sottolineando l’importanza di creare “connessioni” piuttosto che “annessioni”, e di rafforzare la collaborazione tra le due regioni, attraverso accordi strategici che favoriscano mobilità, imprese, università e giovani.
Ma le perplessità sono tante, soprattutto per quanto riguarda la perdita delle tradizioni culturali e delle istituzioni accademiche locali, come l’Università della Basilicata e le sue rinomate scuole di specializzazione. Sul piano paesaggistico, Bennardi ha ricordato l’importanza di preservare i legami con i parchi naturali lucani, come il Parco del Pollino e quello dell’Appennino Lucano, al di là delle somiglianze con l’Alta Murgia pugliese.
La questione è complessa e il dibattito è solo all’inizio: nei prossimi giorni, il consiglio comunale di Matera dovrà esprimere un parere sulla correttezza formale della proposta. In caso di via libera, sarà necessario raccogliere almeno 5.000 firme per avviare ufficialmente il referendum.