Referendum di marzo, bando scrutatori: priorità a disoccupati e categorie protette

Il Comune di Bari definisce i criteri per la nomina degli scrutatori in vista della consultazione sulla riforma della Giustizia del 22 e 23 marzo

È stato pubblicato il bando per la nomina degli scrutatori in vista del Referendum sulla riforma della Giustizia, in programma nei giorni 22 e 23 marzo 2026. Il Comune di Bari ha definito, attraverso un apposito regolamento, le modalità di selezione del personale che sarà chiamato a comporre gli uffici di sezione, confermando un’impostazione che punta a favorire le fasce sociali più fragili.

Nei prossimi giorni è prevista l’estrazione degli scrutatori che opereranno nei seggi cittadini. La procedura sarà curata dalla Commissione Elettorale Comunale, che ha stabilito criteri precisi per garantire trasparenza, inclusione sociale e rispetto dell’equilibrio territoriale e di genere. L’obiettivo dichiarato è quello di assicurare un’organizzazione efficiente delle operazioni elettorali, offrendo al tempo stesso un’opportunità di partecipazione e sostegno economico a chi si trova in condizioni di maggiore difficoltà.

Il punto centrale del regolamento riguarda la composizione della platea degli scrutatori. Fino all’80% dei nominati sarà selezionato tra gli iscritti all’albo comunale che risultano disoccupati, inoccupati o appartenenti alle categorie protette. Una scelta che conferma la linea già adottata in occasione di precedenti consultazioni e che mira a valorizzare il ruolo sociale del servizio elettorale.

Il restante 20% degli scrutatori sarà invece estratto tra tutti gli altri iscritti all’albo, senza ulteriori requisiti legati alla condizione occupazionale. In questo modo, il Comune intende garantire un equilibrio tra inclusione sociale e partecipazione più ampia, evitando che l’intero meccanismo di selezione sia riservato a una sola categoria di cittadini.

Il regolamento prevede anche alcune esclusioni specifiche. Non potranno partecipare al sorteggio gli iscritti all’albo degli scrutatori che, alla data del referendum, abbiano compiuto 75 anni di età. La misura è stata introdotta per tutelare le persone più anziane, tenendo conto dell’impegno richiesto dalle operazioni di seggio, che si articolano su più giornate consecutive.

Un altro criterio rilevante riguarda la parità di genere. In ogni ufficio di sezione sarà garantito lo stesso numero di scrutatori di sesso femminile e maschile, assicurando un equilibrio che rispetti i principi di rappresentanza e pari opportunità. Si tratta di un elemento ormai consolidato nelle procedure elettorali, considerato essenziale per una composizione equilibrata dei seggi.

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