Il Policlinico di Bari, per il quarto anno consecutivo, si prepara a superare il record annuale di trapianti, con oltre 200 interventi già effettuati e la possibilità di ulteriori operazioni entro la fine dell’anno. Questo risultato eccezionale si deve non solo all’impegno del personale sanitario, ma anche alla formazione continua promossa dal Centro Regionale Trapianti.
Il ruolo della formazione e l’approccio Tpm
Un contributo determinante è arrivato dal Corso Tpm Puglia, giunto alla quarta edizione, che si è concluso recentemente presso il Grande Albergo delle Nazioni. Organizzato dal Centro Nazionale Trapianti e dal Crt Puglia, il corso ha coinvolto 42 medici rianimatori e infermieri, i quali hanno approfondito tutte le fasi del processo di donazione e procurement di organi e tessuti. Basato sul metodo Transplant Procurement Management (Tpm), sviluppato negli anni ’90 in Spagna, il programma si caratterizza per un approccio pratico e inclusivo.
Oltre ai formatori nazionali, hanno partecipato come docenti i direttori delle principali unità operative di trapianto in Puglia. Questa metodologia punta a garantire una formazione rigorosa e continua, fondamentale per incrementare la qualità delle procedure e favorire un dialogo rispettoso ed efficace con le famiglie dei potenziali donatori.
Sfide e opportunità per la rete trapiantologica
Nonostante i progressi, il Sud Italia deve affrontare ancora una sfida importante: l’alta percentuale di opposizione alla donazione manifestata dalle famiglie al momento della morte encefalica. Su questo fronte, la formazione e la comunicazione mirata diventano strumenti essenziali per ridurre il gap con le regioni settentrionali e incrementare la disponibilità di organi.
Sara Mascarin, del Centro Nazionale Trapianti e Dti Barcellona, ha sottolineato come, negli ultimi vent’anni, la terapia trapiantologica abbia visto un successo crescente grazie alla maggiore consapevolezza dei cittadini italiani. Tuttavia, affinché ciò continui, è necessario un impegno costante nel formare il personale sanitario sui protocolli internazionali e sulla gestione rispettosa delle emozioni delle famiglie coinvolte.
Donazioni a cuore fermo e nuove prospettive
Un altro passo avanti è rappresentato dalle procedure di donazione “a cuore fermo” (Dcd), che la Puglia si prepara a implementare per aumentare ulteriormente il numero di trapianti. Come spiegato dal professor Loreto Gesualdo, coordinatore del Crt Puglia, dal 2020 ad oggi sono stati formati circa 160 professionisti grazie ai corsi organizzati. Questa formazione avanzata ha consentito alla rete trapiantologica pugliese di raggiungere risultati significativi, con prospettive di crescita continua nei prossimi anni.
Il Policlinico di Bari si conferma così un centro di eccellenza, dimostrando come l’innovazione, unita alla formazione, possa fare la differenza nel settore dei trapianti, salvando sempre più vite ogni anno.