Il futuro Parco della Rinascita, nell’area dell’ex Fibronit a Japigia, comincia a mostrare concretamente il volto della trasformazione urbana. Sono stati piantati i primi alberi e posizionate le strutture reticolari in acciaio per la copertura dei campi sportivi, segnando un passaggio simbolico e operativo verso la realizzazione del più grande polmone verde cittadino.
A fare il punto sull’avanzamento del cantiere è stato il sindaco Vito Leccese, che in mattinata ha effettuato un sopralluogo nell’area interessata dagli interventi. I lavori procedono su più fronti: oltre alle coperture dei campi, sono stati tracciati i percorsi interni e gli spazi destinati al campo da bocce, mentre risultano completate le predisposizioni per l’impianto di illuminazione e per i sistemi di sorveglianza.
Tra le prossime tappe è previsto l’avvio delle opere per la costruzione dell’anfiteatro, uno degli elementi centrali del progetto. L’anfiteatro rappresenterà uno spazio dedicato a eventi culturali e momenti di aggregazione, rafforzando la vocazione del parco come luogo di incontro e socialità, oltre che di pratica sportiva e relax.
Il dato più significativo riguarda la componente ambientale. Nell’area sono iniziate le piantumazioni che porteranno, a regime, alla presenza di oltre 1.700 alberi, alcuni dei quali a pronto effetto per garantire fin da subito un impatto visivo e ambientale rilevante. Quasi 15 ettari saranno destinati a verde, configurando il Parco della Rinascita come il più esteso della città di Bari.
Secondo quanto emerso durante il sopralluogo, le lavorazioni hanno registrato alcuni rallentamenti a causa delle abbondanti piogge delle ultime settimane. Nonostante ciò, il cronoprogramma prosegue e le opere già realizzate consentono di intravedere la fisionomia definitiva dell’intervento.
L’obiettivo dell’amministrazione è duplice: da un lato restituire alla collettività un’area segnata in passato da criticità ambientali e sociali, dall’altro contribuire in modo concreto alle politiche di sostenibilità urbana. La stima parla di una riduzione superiore alle 700 tonnellate di anidride carbonica all’anno, grazie all’estensione delle superfici verdi e alla nuova alberatura.