Opposizione all’attacco sulla gestione del Bari Calcio

Scontro politico a Palazzo di Città sulle promesse non mantenute e sul futuro del titolo sportivo biancorosso

L’opposizione consiliare barese ha acceso nuovamente i riflettori sulla gestione del Bari Calcio, contestando apertamente il rispetto degli impegni assunti dalla Filmauro al momento dell’assegnazione del titolo sportivo. Nel corso di una conferenza stampa organizzata a Palazzo di Città, i rappresentanti del centrodestra hanno ricostruito una serie di presunte inadempienze rispetto al progetto presentato nel 2018, quando l’amministrazione guidata da Antonio Decaro affidò la rinascita del club alla famiglia De Laurentiis.

Al centro della denuncia politica vi sarebbe una distanza sempre più marcata tra le promesse iniziali e l’attuale realtà gestionale, sia sotto il profilo sportivo sia sul piano economico e strutturale. L’opposizione ha annunciato l’intenzione di rivolgersi a un gruppo di legali per valutare se sussistano le condizioni giuridiche per ipotizzare una revoca del titolo sportivo per difformità progettuale, ribadendo al contempo la necessità di rivedere il regime di concessione dello stadio San Nicola.

Stadio San Nicola, basta utilizzo gratuito
A inaugurare il confronto è stato Antonio Ciaula, che ha rivendicato il ruolo politico svolto dall’opposizione nel portare la questione in Consiglio comunale. Secondo il consigliere, il dibattito avrebbe costretto la maggioranza a prendere una posizione più netta su un bene che, ha sottolineato, non può essere considerato patrimonio esclusivo di un soggetto privato. Lo stadio San Nicola, infatti, viene descritto come un’infrastruttura pubblica che appartiene all’intera comunità cittadina.

Sul fronte economico, Ciaula ha posto l’accento sulla necessità di introdurre criteri di gestione più rigorosi: la concessione dell’impianto non dovrebbe più avvenire a titolo gratuito, ma basarsi su regole certe, obblighi chiari e responsabilità verificabili. Una linea che l’opposizione dichiara di voler sostenere con decisione nei prossimi passaggi istituzionali.

Settore giovanile e calcio femminile sotto accusa
Tra i punti ritenuti più critici figura la situazione del vivaio e del movimento femminile. Secondo quanto denunciato, il settore giovanile sarebbe stato progressivamente trascurato, nonostante rappresentasse uno degli assi portanti del progetto originario. Ancora più emblematica, per l’opposizione, la parabola della squadra femminile: da realtà di riferimento a livello regionale, il Bari avrebbe ceduto il titolo sportivo, scivolando nelle categorie inferiori.

A queste criticità sportive si aggiungono, sempre secondo Ciaula, condizioni strutturali giudicate inaccettabili. La manutenzione ordinaria dello stadio viene descritta come carente, con problemi diffusi che andrebbero dal degrado dei seggiolini alle difficoltà di accesso in caso di pioggia, fino allo stato dei servizi igienici.

Il nodo giuridico e l’ipotesi revoca
Il tema della legittimità del rapporto tra Comune e Filmauro è stato approfondito da Fabio Romito, coordinatore dell’opposizione. Il consigliere ha richiamato la procedura pubblica attraverso cui il titolo sportivo venne assegnato, sostenendo che il mancato rispetto del progetto presentato potrebbe configurare un inadempimento rilevante.

Romito ha evidenziato alcune discrepanze sostanziali tra quanto previsto e quanto realizzato, a partire dalla governance societaria. Il modello annunciato, basato su un consiglio collegiale con esponenti del territorio, avrebbe lasciato spazio a una gestione accentrata, con un amministratore unico e un compenso definito rilevante. Un assetto che, secondo l’opposizione, non rispecchierebbe lo spirito dell’accordo iniziale.

Da qui l’invito all’amministrazione comunale a intraprendere una verifica tecnica e legale approfondita, analogamente a quanto l’opposizione intende fare con il supporto di professionisti. Il principio richiamato è quello della coerenza progettuale: se un impegno pubblico non viene rispettato, la revisione dell’affidamento diventa un’opzione concreta.

Costi pubblici e benefici privati
Un altro punto centrale riguarda la gestione finanziaria dello stadio. Romito ha ricordato come il Comune abbia sostenuto spese ingenti per interventi di manutenzione, mentre l’impianto verrebbe concesso senza corrispettivo, pur generando entrate attraverso eventi extra-sportivi. Una situazione ritenuta non più sostenibile, che alimenta la richiesta di un nuovo modello di concessione.

Pur ipotizzando scenari drastici come la revoca del titolo, l’opposizione ha infine chiarito di non voler mettere a rischio la continuità sportiva del club. Secondo Romito, un titolo in Serie B rappresenterebbe comunque un forte elemento di attrattività imprenditoriale. L’obiettivo dichiarato resta la trasparenza, non certo il ridimensionamento del calcio barese.

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1 mese fa

Ecco perché la destra Barese perde sempre le elezioni….incapaci , comici , ridicoli , scellerati , senza ritegno ecc…

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