Omicidio in carcere a Bari: due arresti per la morte di Giuseppe Lacarpia

Misure cautelari per due detenuti accusati di violenze avvenute nell’ottobre 2024, uno di loro risponde anche di omicidio

Due arresti sono stati eseguiti questa mattina dalla Polizia di Stato, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, in relazione a gravi episodi di violenza avvenuti all’interno del carcere del capoluogo pugliese. Le indagini, avviate nei mesi scorsi, hanno portato all’identificazione di due uomini ritenuti coinvolti, a vario titolo, in un tentato omicidio e, per uno di loro, anche in un caso di omicidio.

L’inchiesta si è concentrata su due distinti episodi verificatisi nell’ottobre 2024, che hanno avuto luogo all’interno della casa circondariale di Bari. Gli approfondimenti investigativi, condotti dalla Squadra Mobile, hanno consentito di raccogliere elementi ritenuti sufficienti per l’emissione delle misure cautelari, eseguite nelle ultime ore.

Uno dei casi oggetto dell’indagine riguarda la morte sospetta di Giuseppe Lacarpia, 65 anni, originario di Gravina in Puglia. L’uomo, detenuto con l’accusa di aver ucciso la moglie, era stato trovato privo di vita in cella pochi giorni dopo l’ingresso in carcere. Inizialmente si era ipotizzato un suicidio, ma le indagini hanno smentito questa pista, facendo emergere elementi che suggeriscono un’aggressione mortale da parte del compagno di cella.

Il presunto responsabile dell’omicidio sarebbe un detenuto di 45 anni, uno dei due soggetti oggi colpiti dal provvedimento cautelare. Le circostanze della morte di Lacarpia, secondo quanto ricostruito, indicherebbero un’aggressione deliberata all’interno della cella, verosimilmente maturata in un contesto di tensione tra detenuti.

Oltre a questo caso, gli investigatori hanno anche accertato un secondo episodio di violenza che avrebbe avuto come esito un tentato omicidio, sempre all’interno dell’istituto penitenziario barese. L’identità della vittima e i dettagli di questo secondo episodio non sono stati resi noti, ma le autorità hanno confermato che i due arrestati sono direttamente coinvolti.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura e portata avanti con il supporto degli agenti della Polizia Penitenziaria, ha permesso di delineare un quadro accusatorio chiaro nei confronti dei due sospettati. Le indagini proseguono per chiarire eventuali ulteriori responsabilità e verificare se vi siano altri detenuti coinvolti in dinamiche violente all’interno del carcere.

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