La Puglia si trova al centro di un allarme lanciato da Italia Olivicola e Cia Puglia contro frodi, concorrenza sleale e manovre speculative che stanno mettendo in crisi l’intero settore. A denunciarlo è stato Gennaro Sicolo, presidente di entrambe le organizzazioni, durante un incontro istituzionale avvenuto a Roma con il sottosegretario all’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra.
La Puglia, prima regione italiana per produzione e qualità dell’olio extravergine di oliva, rischia gravi conseguenze a causa della diffusione di prodotto contraffatto, venduto come extravergine, e da un abbassamento anomalo dei prezzi che non rispecchia l’andamento reale della produzione.
Tra le richieste presentate al sottosegretario La Pietra figurano misure straordinarie contro la contraffazione dell’olio, l’intensificazione delle verifiche su origine e tracciabilità dei prodotti e una maggiore trasparenza nelle dinamiche di formazione dei prezzi, oggi pesantemente alterati da dinamiche ritenute sospette.
Il rischio non è solo economico. Secondo i rappresentanti del comparto, le frodi alimentari nel settore oleario costituiscono un grave pericolo anche per la salute dei consumatori, spesso ignari dell’effettiva qualità di ciò che acquistano.
La situazione è resa ancora più critica dalla vulnerabilità del mercato locale, che in questo momento soffre per un calo fisiologico della produzione legato a fattori climatici, mentre l’olio extravergine pugliese rischia di essere “schiacciato” dalla concorrenza sleale di prodotti di dubbia provenienza o qualità inferiore.
L’incontro con il rappresentante del Governo è stato l’occasione per ribadire la necessità di una strategia nazionale a difesa del made in Italy, a partire da una maggiore valorizzazione del lavoro degli olivicoltori e da campagne di sensibilizzazione sui rischi della contraffazione.