Si è svolta anche a Bari, in concomitanza con altre città italiane come Roma, Firenze e Palermo, la manifestazione nazionale dal titolo “Fermate le guerre, il tempo della pace è ora”. L’evento, organizzato dalla Cgil in collaborazione con Europe for Peace, Rete italiana Pace e Disarmo, Fondazione PerugiAssisi per la cultura della pace, AssisiPaceGiusta e Sbilanciamoci, ha raccolto circa cinquemila partecipanti, decisi a richiedere un cessate il fuoco immediato nei conflitti internazionali e maggiori risorse per il sociale.
Il corteo ha attraversato le vie centrali della città, concludendosi in piazza Prefettura, dove un palco era stato allestito per gli interventi finali. Durante il comizio, i manifestanti hanno sottolineato l’urgenza di fermare la guerra a Gaza, in Medio Oriente, in Ucraina e in ogni altro teatro di conflitto. “Basta con l’impunità, la complicità, l’inazione. Cessate il fuoco ora” è stato il messaggio corale lanciato al termine della manifestazione.
A margine dell’evento, Cgil Puglia ha rilasciato una dichiarazione critica sui costi militari: “In una regione dove un pugliese su quattro vive in gravi difficoltà economiche, non è accettabile destinare risorse agli armamenti. È necessario un cambio di rotta per creare occupazione, garantire la sicurezza sul lavoro, combattere la povertà e sostenere il rilancio del Mezzogiorno”. La confederazione sindacale ha inoltre ribadito che gli investimenti pubblici dovrebbero puntare su welfare, lavoro e sviluppo sostenibile, per garantire a tutti una vita dignitosa.
Tra gli interventi più attesi, quello del governatore della Puglia, Michele Emiliano, che dal palco ha esortato il governo italiano e l’Unione Europea a impegnarsi per il cessate il fuoco e a facilitare la ripresa delle trattative di pace. Emiliano ha dichiarato che solo la fine delle ostilità può permettere alle parti in conflitto, dall’Ucraina al Medio Oriente, di trovare un accordo duraturo. “Il cessate il fuoco è l’unica strada per avviare un dialogo vero. Non si può costruire una pace stabile con la sopraffazione o attraverso vittorie militari che annientano l’avversario”, ha spiegato Emiliano, sottolineando come la “logica dell’eliminazione dell’avversario” sia inconciliabile con una reale costruzione di pace ed equilibrio.