Lavoro all’aperto vietato nelle ore calde: l’ordinanza in Puglia ora tutela anche i rider

Esteso fino al 15 settembre il divieto per le categorie esposte al rischio da calore, compresi i lavoratori delle consegne

In Puglia scatta il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto tra le 12.30 e le 16 nei giorni ad alto rischio di calore, come segnalato dal sistema Worklimate. Il provvedimento, già attivo per settori come agricoltura, edilizia e silvicoltura, ora si applica anche ai rider, ovvero i lavoratori impiegati nelle consegne urbane tramite biciclette o motocicli.

Il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha firmato un’estensione dell’ordinanza inizialmente valida fino al 31 agosto, ora prorogata fino al 15 settembre. L’obiettivo è quello di tutelare la salute dei lavoratori maggiormente esposti alle ondate di calore, aggravate dal cambiamento climatico e dall’intensificarsi dei fenomeni estremi in estate.

La nuova disposizione introduce una misura specifica contro lo stress termico nei luoghi di lavoro esterni, soprattutto nei casi di intensa attività fisica. L’attuazione della norma è subordinata ai bollettini emessi da Worklimate, piattaforma di monitoraggio sviluppata da Inail e CNR, che rileva i livelli di rischio termico in base a temperatura, umidità, esposizione al sole e intensità dell’attività lavorativa.

I rider entrano così ufficialmente tra le categorie da proteggere, un segnale politico e istituzionale che riconosce le criticità di chi lavora nella logistica urbana in condizioni estreme, spesso senza tutele o orari regolati. “Con questa ordinanza – ha dichiarato Emiliano – intendiamo garantire la sicurezza anche a chi è chiamato a consegnare beni per conto altrui in pieno giorno, quando il caldo raggiunge livelli insostenibili”.

Le norme già coinvolgevano i lavoratori dei comparti agricolo, forestale, edile, florovivaistico, nonché chi opera in cave e cantieri. Ora, la tutela viene estesa a un ambito urbano in forte espansione, spesso legato a forme di lavoro precario e con minori protezioni.

La misura risponde a un’esigenza concreta di prevenzione nei confronti di colpi di calore, disidratazione e malori improvvisi, condizioni che rappresentano un rischio reale per chi opera sotto il sole in ore critiche. Il divieto non è generalizzato, ma si attiva in modo selettivo e solo in caso di allerta termica confermata.

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