La vita non è solo “mancina”: la rivoluzionaria scoperta di UniBa riscrive le regole della biochimica

La ricerca dell'Università di Bari sfida la visione tradizionale sulla biochimica e apre nuove prospettive sull'evoluzione della vita, terrestre e extraterrestre

Un innovativo studio condotto dall’Università di Bari ha scosso le fondamenta della biochimica, proponendo una teoria che mette in discussione la concezione consolidata secondo cui la vita terrestre sarebbe basata esclusivamente su aminoacidi di tipo L. La ricerca, coordinata dal professor Longo e pubblicata sulla prestigiosa rivista Astrobiology, suggerisce che le proteine possano essere formate da sequenze alternate di aminoacidi L e D, riscrivendo così le regole sull’origine e l’evoluzione della vita sulla Terra e oltre.

La “chiralità” e la scoperta che rivoluziona la biochimica

Le proteine, che sono fondamentali per ogni forma di vita, sono composte da aminoacidi che possono presentarsi in due configurazioni speculari, chiamate D e L, in base alla loro “chiralità”. Fino ad oggi, la comunità scientifica ha sempre ritenuto che la vita fosse esclusivamente costruita con la forma L degli aminoacidi, un concetto noto come omochiralità. La ricerca condotta dall’Università di Bari sfida questo dogma, proponendo che le proteine possano essere formate anche da una combinazione alternata di L e D, dando vita a sequenze eterechirali.

Implicazioni per la vita sulla Terra e oltre

Questa teoria apre nuove possibilità riguardo l’evoluzione delle proteine e, di conseguenza, della vita stessa. Secondo gli scienziati, sequences di aminoacidi L e D potrebbero generare strutture proteiche con una maggiore varietà di configurazioni, simili a una partitura musicale fatta di “note” LDLD o LDDL. In questo contesto, il processo del ripiegamento proteico (come le proteine acquisiscono la loro forma tridimensionale) si arricchisce di nuove sfumature, aumentando le possibilità di interazioni molecolari.

Un aspetto particolarmente affascinante della ricerca è che, pur non essendo comuni sulla Terra odierna, proteine eterochirali potrebbero essere state predominanti in epoche passate, quando particolari condizioni ambientali potrebbero aver favorito questa biochimica alternativa. Inoltre, il team di ricerca ha suggerito che simili strutture proteiche potrebbero esistere anche su altri mondi, aprendo nuovi scenari per la ricerca di vita extraterrestre.

Un esempio concreto: le gramicidine

Una delle rare eccezioni a questa omochiralità sulla Terra è rappresentata dalle gramicidine, molecole prodotte da alcuni batteri che dimostrano la possibilità di una biochimica alternativa, con la presenza di sequenze L e D.

Conclusioni

Questa scoperta non solo sfida le teorie tradizionali, ma amplia le nostre prospettive riguardo alla diversità biologica nell’universo. La possibilità che forme di vita extraterrestri possano basarsi su una biochimica alternativa potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione della vita stessa.

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