Il Policlinico di Bari è oggi il primo centro italiano per numero di trapianti di cuore, un risultato che segna un’inversione di tendenza rispetto a nove anni fa, quando la Puglia era tra le ultime regioni per livelli essenziali di assistenza sanitaria.
L’annuncio arriva durante il congresso New Horizon in Management of Advanced Heart Failure, ospitato nell’aula magna dell’ospedale barese, alla presenza delle autorità sanitarie regionali e dei principali esponenti della cardiologia nazionale. Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha sottolineato con orgoglio che oggi non solo i pazienti pugliesi non devono più spostarsi al Nord per ricevere cure specialistiche, ma sono gli stessi pazienti settentrionali a scegliere Bari per i propri interventi.
L’evoluzione del Policlinico è frutto di un lavoro sinergico tra istituzioni e operatori sanitari. Emiliano ha rimarcato che il merito di questo traguardo va alla strategia condivisa tra la Regione, la direzione sanitaria e i medici dell’ospedale, i quali si dedicano ogni giorno al miglioramento delle prestazioni. A confermare il primato pugliese è Giuseppe Feltrin, direttore generale del Centro Nazionale Trapianti, intervenuto con i dati ufficiali che pongono la struttura barese al vertice nazionale.
Ma l’attività trapiantologica è solo uno degli elementi di una trasformazione più ampia. Antonio Sanguedolce, direttore generale del Policlinico di Bari, ha illustrato il progetto del nuovo Centro Cuore, un hub cardiologico avanzato che si distinguerà per la piena integrazione tra specialità, l’adozione di tecnologie all’avanguardia e un forte orientamento alla ricerca e alla formazione. Questo centro sarà ospitato nella nuova sede Asclepios 3, dove già sono in corso i trasferimenti di diversi reparti chiave, come le due cardiologie, la cardiochirurgia, l’emodinamica, la cardiologia interventistica e il Centro per le cardiopatie congenite.
La centralizzazione fisica e funzionale delle competenze permetterà una gestione globale e multidisciplinare dei pazienti, migliorando la qualità dell’assistenza e i percorsi terapeutici. Il professor Tomaso Bottio, alla guida della Cardiochirurgia, e il professor Marco Matteo Ciccone, responsabile della Cardiologia universitaria, insieme al professor Massimo Padalino, direttore dell’unità operativa di scompenso cardiaco, hanno illustrato gli aspetti scientifici e organizzativi che rendono il modello barese un riferimento anche a livello internazionale.
Con questi sviluppi, la Puglia si conferma un esempio virtuoso di sanità pubblica meridionale, capace non solo di colmare il divario con altre regioni, ma di proporsi come leader nazionale in un settore altamente specialistico come la trapiantologia cardiaca.