Inaugurato l’anno giudiziario 2025 a Bari

Tra riforme inefficaci, sovraffollamento delle carceri e criminalità organizzata, il bilancio tracciato dal presidente della Corte d'Appello evidenzia le principali criticità del sistema giudiziario

Uno dei temi più critici affrontati durante la cerimonia di apertura dell’anno giudiziario 2025, avvenuta oggi presso il tribunale di piazza De Nicola, è stato il sovraffollamento delle carceri, definito allarmante dal presidente della Corte d’Appello, Franco Cassano. A Bari, il tasso di sovraffollamento ha raggiunto il 136,83%, con 2.043 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 1.493 posti. A Foggia la situazione risulta ancora più grave, con un tasso che tocca il 193%. Tale emergenza non solo peggiora le condizioni di vita dei detenuti, ma contribuisce anche al preoccupante aumento dei suicidi, sia tra i reclusi che tra gli agenti penitenziari. Cassano ha sottolineato la necessità di riforme strutturali e di politiche di reinserimento sociale, indispensabili per arginare questa crisi.

Criminalità organizzata: una pressione costante
Durante il discorso inaugurale, è stata dedicata particolare attenzione alla criminalità organizzata. La “forte pressione mafiosa” continua a rappresentare un grave problema, soprattutto nel foggiano e nei territori storicamente interessati dalle organizzazioni di Trani. Tra le attività criminali in aumento, spiccano gli assalti ai portavalori e i furti di automobili, utilizzati per finanziare il riciclaggio di denaro. Nonostante ciò, Cassano ha riconosciuto i successi ottenuti grazie al lavoro delle Procure e delle Forze dell’Ordine, che hanno intensificato gli sforzi nella lotta contro le organizzazioni mafiose.

Settore civile: un contenzioso ancora inefficace
I dati relativi ai procedimenti civili hanno evidenziato un quadro complesso. Nel 2024 sono stati registrati 111.358 nuovi procedimenti, un numero in lieve aumento rispetto all’anno precedente, mentre i procedimenti pendenti sono scesi a circa 122.000, con una riduzione del 9% rispetto ai 165.000 di cinque anni fa. La durata media delle cause civili ha subito una leggera riduzione, attestandosi a 479 giorni in primo grado e 465 giorni in Corte d’Appello. Tuttavia, le riforme dei riti processuali e l’introduzione della media-conciliazione non hanno prodotto i risultati sperati. Secondo Cassano, queste iniziative sembrano essere percepite più come obblighi burocratici che come vere soluzioni al problema del contenzioso.

Settore penale: dati incoraggianti ma problemi persistenti
Anche il settore penale presenta luci e ombre. Nel 2024, i procedimenti sopravvenuti sono stati 215.340, con una riduzione dell’8% rispetto all’anno precedente. Tuttavia, il fenomeno della prescrizione rimane preoccupante, con una percentuale del 16% in Corte d’Appello contro il 4% in primo grado. L’aumento delle intercettazioni telefoniche e ambientali, rispettivamente del 20% e del 18%, ha comportato un costo complessivo superiore a 11 milioni di euro. Nonostante le misure cautelari personali siano cresciute, solo il 53% delle ordinanze viene confermato.

Un sistema giudiziario in cerca di equilibrio
L’inaugurazione dell’anno giudiziario 2025 ha rappresentato un’occasione per riflettere sulle sfide che il sistema giudiziario italiano deve affrontare. Tra il sovraffollamento delle carceri, la criminalità organizzata e le inefficienze delle riforme, emerge la necessità di un intervento deciso e strutturale. Il discorso di Franco Cassano ha lanciato un appello a tutte le istituzioni affinché vengano adottate misure efficaci per risolvere le criticità esistenti, garantendo una giustizia più equa ed efficiente per i cittadini.

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