Il Piccolo Bar, situato nel quartiere Umbertino di Bari, dovrà rimanere chiuso: il Consiglio di Stato ha infatti confermato la validità esecutiva del provvedimento di sospensione della licenza in attesa della nuova udienza dinanzi al Tar. La decisione arriva in seguito al ricorso presentato a gennaio dai gestori del locale contro la chiusura imposta dalla Questura di Bari, che aveva motivato il provvedimento con ragioni di ordine pubblico, facendo riferimento all’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (Tulps).
Lo scorso 13 febbraio, i giudici del Consiglio di Stato hanno parzialmente accolto l’appello avanzato dai legali del bar, stabilendo tuttavia che il provvedimento di chiusura resta esecutivo. Nell’ordinanza si evidenzia che l’interesse degli appellanti possa essere tutelato attraverso la sollecita definizione del giudizio di merito, chiedendo al Tar di fissare l’udienza con urgenza.
La situazione ha ripercussioni dirette anche sui nove dipendenti del locale, che saranno posti in cassa integrazione. Secondo Di Cillo, la misura adottata non ha basi logiche solide: i quattro episodi citati nel provvedimento della Questura, infatti, non dimostrerebbero un legame diretto tra l’attività del bar e la minaccia per l’ordine pubblico. In particolare, l’unico episodio di rissa segnalato riguardava due turiste straniere in lite per l’accesso al bagno, mentre gli altri casi coinvolgevano soggetti che non risultavano clienti del locale.
Il prossimo passo sarà la nuova udienza dinanzi al Tar, che potrebbe fornire una svolta definitiva alla vicenda. Tuttavia, resta l’incognita sulle tempistiche e sugli effetti concreti della decisione, che nel frattempo sta penalizzando l’attività commerciale e i suoi dipendenti.