L’attivazione urgente di un’unità di coordinamento regionale per offrire supporto alle famiglie pugliesi con parenti bloccati nei Paesi del Golfo è al centro di una mozione presentata nelle ultime ore in Consiglio regionale. L’iniziativa nasce in un contesto internazionale segnato dall’escalation del conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran, con ripercussioni dirette anche sui collegamenti civili e sul traffico aereo nell’area mediorientale.
A farsi promotore della proposta è stato Luigi Lobuono, consigliere regionale e presidente del gruppo Misto, che ha chiesto un intervento concreto da parte dell’ente regionale. L’obiettivo indicato è quello di garantire un punto di riferimento istituzionale alle famiglie pugliesi che stanno vivendo ore di forte apprensione, a causa dell’impossibilità per molti loro cari di lasciare i territori interessati dalla crisi.
Secondo quanto emerso, la chiusura dello spazio aereo in diverse aree del Medio Oriente avrebbe impedito a numerosi cittadini italiani – tra cui molti pugliesi e baresi – di fare rientro in patria. Le testimonianze raccolte nelle ultime ore riferiscono di esplosioni avvertite in città strategiche come Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha, alimentando un clima di incertezza. La sospensione dei voli e l’evoluzione imprevedibile dello scenario militare stanno rendendo complessa qualsiasi pianificazione dei rimpatri.
Nel testo della mozione si sottolinea come la competenza in materia di politica estera e operazioni di rimpatrio spetti allo Stato. Tuttavia, viene evidenziato che la Regione possa esercitare un ruolo complementare, soprattutto sul piano dell’assistenza informativa e del coordinamento territoriale. Lobuono ha chiarito che la proposta non intende sovrapporsi alle prerogative nazionali, ma piuttosto affiancarle con strumenti utili alle comunità locali.
Tra le misure suggerite figura l’istituzione di un’Unità di coordinamento regionale temporanea, da attivare in raccordo con la Protezione civile. Questa struttura avrebbe il compito di monitorare la situazione dei cittadini pugliesi presenti nei Paesi del Golfo, raccogliere segnalazioni e fornire aggiornamenti costanti alle famiglie. Un presidio operativo che potrebbe facilitare il flusso di informazioni tra territorio e istituzioni centrali.
La proposta contempla inoltre un collegamento stabile con il Ministero degli Affari Esteri, con l’Unità di crisi nazionale e con le prefetture competenti. L’intenzione dichiarata è quella di creare un canale istituzionale continuo, capace di garantire trasparenza e tempestività nelle comunicazioni. In un momento segnato da notizie frammentarie e da aggiornamenti rapidi, la chiarezza informativa rappresenta un elemento cruciale per contenere ansie e disorientamento.
Un altro punto centrale riguarda l’attivazione di strumenti dedicati alla comunicazione con i cittadini. Tra le ipotesi avanzate vi sono un numero verde regionale e una piattaforma informativa online, pensati per offrire assistenza diretta e raccogliere richieste di supporto. Si tratterebbe di canali utili a fornire indicazioni ufficiali, evitando la diffusione di notizie non verificate che potrebbero aggravare il clima di preoccupazione.
Le famiglie pugliesi seguono con apprensione l’evolversi della situazione internazionale, mentre attendono indicazioni sui possibili rientri. Le testimonianze provenienti dalle aree interessate parlano di boati, tensione e difficoltà negli spostamenti. L’incertezza sui tempi di riapertura dello spazio aereo e sulle modalità di evacuazione mantiene alta la soglia di allarme tra i parenti rimasti in Italia.
La mozione sarà ora oggetto di valutazione politica nelle sedi istituzionali competenti. Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sugli sviluppi diplomatici e militari che potrebbero incidere direttamente sulla possibilità di riportare a casa i cittadini italiani ancora presenti nell’area del Golfo Persico.