Grano pugliese in crisi: Coldiretti protesta contro le importazioni

Alla Fiera del Levante i giovani agricoltori accendono i riflettori sul crollo dei prezzi e sull’aumento delle importazioni straniere, chiedendo misure urgenti per salvare il settore cerealicolo

Con uno slogan chiaro e diretto, “grano pugliese sottopagato, import straniero agevolato”, i giovani di Coldiretti Puglia hanno scelto la Fiera del Levante di Bari per lanciare un messaggio forte. In una manifestazione simbolica e di protesta, il flash mob organizzato ha attirato l’attenzione pubblica e istituzionale sullo stato critico del comparto cerealicolo regionale.

Il problema principale, secondo Coldiretti, risiede nel massiccio aumento delle importazioni. Nei primi quattro mesi del 2025, si è registrato un incremento del 28% di grano duro proveniente dall’estero, con il Canada in testa: quasi 800mila tonnellate, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. Questa “invasione”, come definita dall’associazione, avviene proprio in concomitanza con la fase di raccolta in Italia, contribuendo in modo diretto al crollo delle quotazioni sui mercati nazionali.

I dati parlano da soli: alla Borsa Merci di Foggia il prezzo del grano duro è sceso di altri 10 euro a tonnellata, attestandosi a 280 euro, mentre ad Altamura si è toccata la soglia di 278 euro. Un valore nettamente insufficiente a coprire i costi sostenuti dalle aziende agricole, che in Puglia hanno raggiunto i 1200 euro per ettaro.

A rischio ci sono oltre 38mila imprese agricole locali, che operano in quello che viene tradizionalmente definito il “Granaio d’Italia”. Un dato ancora più allarmante se si considera che l’annata 2025 ha prodotto una qualità di raccolto eccellente, ma con quantità drasticamente ridotte a causa della siccità.

Non è solo una questione di mercato, ma anche di salute pubblica, avverte Coldiretti. Una parte del grano importato, come quello canadese, è coltivata utilizzando sostanze chimiche vietate in Europa, tra cui il glifosato in fase di pre-raccolta. Una prassi che solleva preoccupazioni sul fronte della sicurezza alimentare e sulla concorrenza sleale nei confronti degli agricoltori italiani, che devono rispettare normative molto più stringenti.

Coldiretti chiede risposte immediate e interventi concreti per arginare la crisi e tutelare la produzione nazionale. La protesta di Bari, dunque, è solo l’inizio di una mobilitazione più ampia, che punta a sensibilizzare le istituzioni sull’urgenza di un piano di difesa del grano italiano, a partire da trasparenza, tracciabilità e blocco delle importazioni fuori norma.

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