L’episodio di violazione informatica che ha colpito l’applicazione Muvt è tornato al centro del dibattito pubblico dopo le recenti comunicazioni inviate agli utenti. A fare chiarezza sull’accaduto è stata Amtab, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Bari, intervenuta nelle Commissioni comunali per ricostruire in modo dettagliato quanto avvenuto tra la fine di marzo e i mesi successivi del 2025.
Secondo quanto illustrato dall’amministratore unico Luca D’Amore, il data breach si è verificato tra il 29 e il 30 marzo 2025, interessando i server della società Pluservice, fornitore della piattaforma tecnologica MyCicero su cui si basa l’app Muvt. Quest’ultima è utilizzata quotidianamente da migliaia di cittadini non solo per l’acquisto di biglietti e abbonamenti autobus, ma anche per il pagamento dei titoli di sosta.
Uno degli aspetti che ha destato maggiore attenzione riguarda la comunicazione inviata agli utenti nel gennaio successivo, con la richiesta di modificare le password di accesso. Una tempistica che aveva sollevato interrogativi e preoccupazioni, considerata la distanza di circa dieci mesi dall’evento. Amtab ha spiegato che tale passaggio è avvenuto nel rispetto delle indicazioni fornite dalle autorità competenti, in particolare dal Garante per la protezione dei dati personali.
I dati coinvolti e quelli rimasti al sicuro
Nel corso dell’audizione è stato chiarito che il furto di informazioni ha riguardato 158.410 profili utente, dei quali circa 12.800 presentavano credenziali considerate vulnerabili o non aggiornate. Le informazioni sottratte includevano dati anagrafici come nome, cognome, indirizzo e-mail e codice fiscale, oltre alle credenziali di autenticazione all’applicazione.
Amtab ha però ribadito un punto ritenuto centrale: non sono stati compromessi dati bancari, informazioni finanziarie o estremi delle carte di credito. Gli elementi considerati più sensibili, dunque, non risultano coinvolti nella violazione, come confermato anche dalle comunicazioni ufficiali ricevute dal fornitore del servizio.