Fatture a sorpresa e rincari dell’acqua: agricoltura pugliese sotto pressione

Coldiretti denuncia conguagli retroattivi e aumenti ingiustificati dai consorzi di bonifica: rischio mobilitazioni e impatto sociale

Una pioggia di fatture inattese sta travolgendo gli agricoltori pugliesi, con richieste di pagamento che risalgono addirittura a tre anni fa. A denunciare la situazione è Coldiretti Puglia, che parla di “colpo basso” ai danni di un comparto già gravato da difficoltà economiche, rincari energetici e condizioni climatiche avverse. Le fatture, emesse dai consorzi di bonifica Stornara e Tara e Terre d’Apulia, riguardano consumi pregressi e si basano su aumenti contenuti in delibere commissariali datate dicembre 2022, ma comunicate solo ora agli utenti.

In alcune zone, i costi dell’acqua sono più che raddoppiati, passando da 2 euro al metro cubo fino a 3,70 euro/mc, con particolare impatto sugli allevamenti zootecnici. Secondo Coldiretti, questi rincari si fondano su presunti aumenti dei costi energetici e su una riduzione del contributo regionale, ma mancano trasparenza, comunicazione e concertazione con i produttori.

Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, definisce la situazione “inaccettabile” e ribadisce che non si possono scaricare ritardi e inefficienze gestionali sulle spalle degli imprenditori agricoli, parte essenziale della filiera agroalimentare del territorio. “Se i consorzi non ritireranno le fatture e non avvieranno un confronto immediato, siamo pronti a ogni forma di mobilitazione”, ha dichiarato.

Nel frattempo, Coldiretti ha già avviato verifiche legali e annunciato che si riserva di intraprendere azioni anche sul piano giudiziario per tutelare i propri associati. “È una forzatura amministrativa senza fondamento chiedere oggi pagamenti retroattivi per consumi di tre anni fa”, ha commentato il direttore regionale Pietro Piccioni.

L’organizzazione agricola punta il dito sulla gestione dei consorzi, che, secondo Coldiretti, continuano a operare senza efficienza e trasparenza. Il sistema consortile, così com’è oggi, rappresenterebbe un ulteriore ostacolo per le imprese agricole pugliesi, già alle prese con margini ridotti e con la necessità di fronteggiare l’emergenza climatica.

La richiesta rivolta alla Regione Puglia è chiara: un intervento tempestivo per fermare le richieste di pagamento e per rivedere completamente la gestione del sistema idrico consortile. Secondo Coldiretti, se non verranno adottate misure urgenti, la questione rischia di esplodere in una crisi economica e sociale diffusa, con conseguenze su occupazione, produzione agricola e stabilità delle aziende del settore.

In attesa di risposte concrete, Coldiretti Puglia continuerà a monitorare la situazione e ad aggiornare i produttori, rendendo pubblici tutti gli sviluppi della vicenda. La mobilitazione resta una possibilità concreta se le criticità non verranno risolte in tempi brevi.

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