Ex Banca Popolare di Bari, pressing politico per indennizzare i 70mila soci

Durante un’assemblea cittadina, esponenti istituzionali e associazioni di azionisti chiedono una norma urgente per risarcire i risparmiatori colpiti dal crollo della ex BPB

Si è svolta una nuova assemblea pubblica dedicata alla vicenda della ex Banca Popolare di Bari, con la partecipazione di rappresentanti della politica locale e nazionale, nonché dei principali referenti delle associazioni che rappresentano i 70mila azionisti danneggiati. L’incontro, promosso da AssoAzionistiBPB e Comitato Indipendente Azionisti BPB, ha avuto l’obiettivo di informare i soci sugli sviluppi istituzionali e legislativi in corso, a partire dalle recenti audizioni parlamentari.

Gli organizzatori dell’incontro hanno evidenziato che il percorso di risoluzione non può più attendere, a sei anni dal crollo che ha azzerato il valore delle azioni per decine di migliaia di piccoli risparmiatori, in gran parte residenti nel Mezzogiorno. Secondo quanto dichiarato, il risparmio per molte famiglie del Sud rappresentava un bene fondamentale, e la perdita dei propri investimenti costituisce un’ingiustizia ancora irrisolta.

La proposta di legge annunciata dalle associazioni sarà consegnata a breve a tutti i parlamentari pugliesi, con l’obiettivo di raccogliere consenso trasversale tra le forze politiche. I promotori si appellano a tutti i gruppi presenti in Parlamento – in particolare Lega, Forza Italia e Movimento 5 Stelle – affinché sostengano l’iniziativa, che punta a restituire dignità e giustizia economica a chi ha subito danni ingenti senza alcuna responsabilità diretta.

Carrieri e Daddario hanno ribadito che l’assemblea segue quella dello scorso marzo, alla quale aveva partecipato anche il sindaco di Bari, Vito Leccese. Da allora, sostengono, sono stati compiuti passi avanti significativi, culminati nel coinvolgimento della Commissione parlamentare e nell’apertura mostrata da alcune forze politiche.

Oggi, l’ex Banca Popolare di Bari – risanata, in utile e forse prossima alla vendita – rappresenta un paradosso per chi ha perso tutto, sostengono i rappresentanti delle associazioni. Il timore, ribadito con forza, è che l’uscita dalla crisi dell’istituto bancario finisca per oscurare la condizione drammatica degli ex azionisti, ancora in attesa di un equo indennizzo.

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