A Castellammare un doppio boato ha rotto il silenzio durante la notte. L’obiettivo, stavolta, è stato lo sportello ATM della filiale Banca del Mezzogiorno, situata in piazza Risorgimento, preso di mira con l’ormai nota tecnica della marmotta.
Il colpo è stato messo a segno nella notte tra il 12 e il 13 novembre. I malviventi, giunti sul posto a bordo di un’auto scura, hanno piazzato un ordigno esplosivo all’interno del bancomat. L’esplosione, oltre a distruggere l’ATM, ha causato pesanti danni alla struttura che ospita la banca. L’edificio si trova a pochi passi dalla sede comunale, in un’area attualmente chiusa al traffico per lavori stradali, condizione che avrebbe potuto agevolare l’azione criminale.
L’intervento tempestivo dei carabinieri, che hanno subito avviato le indagini, non ha però portato all’identificazione dei responsabili. Secondo le prime ricostruzioni, i ladri non sarebbero riusciti ad aprire il vano contanti, allontanandosi quindi senza riuscire a sottrarre denaro.
Questo non è il primo episodio simile avvenuto a Cellamare. Solo due mesi fa, a inizio settembre, un altro attacco aveva colpito lo sportello automatico dell’ufficio postale di via Giuseppe Verdi, sempre attraverso l’uso di esplosivi. La tecnica impiegata in entrambi i casi – nota come “marmotta” – è sempre più diffusa nel Sud Italia, e consiste nell’inserimento di un ordigno artigianale all’interno dello sportello bancomat per farlo saltare in aria e accedere al contante.
Il fenomeno preoccupa non solo per la frequenza, ma anche per le conseguenze sulla cittadinanza. Oltre al rischio per l’incolumità pubblica, le esplosioni causano danni ingenti agli edifici e interruzioni prolungate dei servizi bancari e postali, lasciando intere comunità prive di sportelli automatici funzionanti.