L’80% dei casi in pronto soccorso non è grave o urgente, ma continua ad assorbire una parte consistente delle risorse. Secondo i dati più recenti, il dettaglio degli accessi evidenzia che l’80% dei pazienti rientra nelle categorie dei codici bianchi, verdi e azzurri, ovvero situazioni cliniche considerate non critiche o differibili. Solo il 2% dei casi è classificato come codice rosso, mentre i codici arancioni – le urgenze – rappresentano il 18%.
Oltre un milione gli accessi registrati nei pronto soccorso della Puglia. L’ultimo dato disponibile parla infatti di 1.142.448 accessi complessivi, dei quali l’82% avviene con mezzi propri e solo il 18% attraverso il servizio di emergenza 118. Questo squilibrio contribuisce a sovraccaricare il sistema, sottolineando come molte richieste non siano legate a reali emergenze.
Durante una riunione tecnica svoltasi questa mattina nella sede della Regione, il presidente Antonio Decaro ha incontrato i rappresentanti del Dipartimento Salute e dell’Agenzia regionale sanitaria Aress. L’incontro ha avuto lo scopo di analizzare i principali indicatori legati al sistema dell’emergenza-urgenza, tra cui il fabbisogno di personale, i carichi di lavoro e la distribuzione degli accessi.
Uno dei nodi più critici è la carenza di medici nei 37 pronto soccorso della regione. L’analisi condotta dai tecnici della sanità regionale ha evidenziato una mancanza di 116 medici rispetto alla dotazione prevista, una condizione che aggrava l’efficienza dei servizi e compromette la qualità dell’assistenza. La causa principale viene ricondotta alla cronica carenza di specialisti in chirurgia d’accettazione e d’urgenza, un problema diffuso a livello nazionale che in Puglia si manifesta in tutta la sua criticità.
Il presidente Decaro ha richiesto che questa prima fase di monitoraggio si concentri sull’acquisizione dei dati fondamentali per valutare la situazione attuale. Accessi, carichi di lavoro e necessità di risorse umane sono i tre ambiti principali su cui costruire una diagnosi affidabile del sistema.
Un nuovo incontro con tutte le parti coinvolte sarà convocato nelle prossime settimane. L’obiettivo sarà quello di definire le priorità operative in vista di una revisione complessiva del modello di gestione dell’emergenza, che dovrà tener conto delle carenze strutturali e delle mutate esigenze del territorio.