Circa duemila persone hanno sfilato per le vie del centro di Bari, manifestando solidarietà alla Palestina e aderendo allo sciopero nazionale promosso dal sindacato Usb. Il corteo si è radunato al Molo San Nicola, da dove è partito in direzione del Consolato israeliano, concludendosi poi in via Capruzzi.
Tra i partecipanti si sono distinti cittadini, studenti, lavoratori, attivisti e rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui diversi sindaci del territorio. Il motto della giornata, “Blocchiamo tutto per la Palestina”, è risuonato forte lungo le strade della città, a testimonianza di un’adesione ampia e trasversale.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della Global Sumud Flotilla, una mobilitazione internazionale in sostegno alla popolazione palestinese e contro il blocco di Gaza. Il presidio davanti al consolato ha rappresentato uno dei momenti centrali della protesta, con interventi pubblici, bandiere, cori e cartelli che invocavano giustizia e cessazione delle ostilità.
La scelta di Bari come luogo simbolico per la mobilitazione non è casuale: il porto del capoluogo pugliese è infatti un nodo strategico nel Mediterraneo, al centro di flussi logistici e commerciali coinvolti nelle dinamiche geopolitiche della regione. In questo senso, la protesta ha assunto anche un significato politico e logistico, volto a interrompere idealmente – almeno per un giorno – il normale funzionamento del sistema economico in segno di dissenso.
Lo sciopero indetto da Usb ha coinvolto numerosi settori, con adesioni da parte di lavoratori pubblici e privati, trasporti, scuola e sanità. Le rivendicazioni espresse durante il corteo non si sono limitate alla questione palestinese, ma hanno toccato anche temi più ampi come la pace, i diritti umani, e la responsabilità delle istituzioni italiane e internazionali.
Le forze dell’ordine hanno monitorato l’intero percorso senza registrare incidenti. Il corteo si è svolto in maniera pacifica, con momenti di riflessione collettiva alternati a slogan e manifestazioni di vicinanza al popolo palestinese.