Un panetto di eroina nascosto sotto un lavandino all’interno di un ristorante di Mola è stato scoperto dagli agenti della Polizia di Stato durante una perquisizione mirata. A finire in manette è stato un 30enne di origine albanese, gestore dell’attività, ora accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione è scattata nei giorni scorsi nel territorio del comune barese ed è stata condotta dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Bari, in collaborazione con la Divisione Polizia Amministrativa e le unità cinofile. L’intervento è arrivato a seguito di una attività info-investigativa che aveva individuato il locale come potenziale punto di riferimento per lo spaccio nella provincia di Bari.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il ristorante sarebbe stato utilizzato come luogo di custodia della droga, sfuggendo per lungo tempo ai sospetti grazie alla sua apparente normalità. La svolta è arrivata con la perquisizione: il fiuto del cane antidroga ha portato alla scoperta di un vano nascosto sotto il lavandino della cucina, dove era stato occultato un panetto solido di colore marrone. Le successive analisi hanno confermato che si trattava di 516 grammi di eroina.
Oltre al sequestro della sostanza, le autorità hanno riscontrato che l’uomo, residente ufficialmente a Bari, viveva in un’abitazione con contratto d’affitto scaduto, elemento che ha ulteriormente aggravato la sua posizione. Per lui sono scattate le manette e l’immediato trasferimento in carcere, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
A margine dell’operazione, è stato notificato al gestore del ristorante anche un provvedimento di sospensione dell’attività. In base all’articolo 100 del TULPS, il Questore di Bari ha disposto la chiusura dell’esercizio per 15 giorni, revocando temporaneamente l’autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande.