Delfino mutilato sul lungomare di Molfetta: orrore alla vigilia di Pasqua

Un esemplare di stenella è stato trovato senza vita, vittima di brutali mutilazioni: monta la rabbia tra ambientalisti e cittadini

Sul lungomare Colonna di Molfetta (Bari) sabato 19 aprile, vigilia di Pasqua. E’ stato trovato spiaggiato un delfino stenella di circa 180 centimetri, privo di vita e con segni evidenti di violenza. Il corpo dell’animale presentava una lacerazione profonda lungo la parte inferiore dell’addome, tanto da dividerlo quasi in due, oltre alla completa amputazione della pinna caudale.

A rendere ancora più agghiacciante il ritrovamento è la possibile eviscerazione avvenuta quando il delfino era ancora in vita, suggerita dalla colorazione anemica della pelle. A denunciare il caso è stato Pasquale Salvemini del WWF di Molfetta, che ha parlato senza mezzi termini di un gesto “vomitevole”, richiamando l’attenzione su una crescente serie di episodi di crudeltà ai danni della fauna marina nelle acque pugliesi.

Non si tratta, purtroppo, di un caso isolato. In passato, altri episodi simili hanno coinvolto delfini e tartarughe marine rinvenuti con ferite compatibili con azioni volontarie. L’entità delle mutilazioni lasciano pensare a gesti volontari e ripetuti.

La notizia ha immediatamente suscitato una forte reazione pubblica, con numerose segnalazioni e commenti da parte di cittadini, ambientalisti e associazioni che si sono mobilitati per chiedere verità e giustizia. Cresce quindi la pressione verso la polizia marittima, affinché si attivino rapidamente le indagini per identificare i responsabili e scongiurare il ripetersi di simili atrocità.

Oltre al dolore per la morte dell’animale, l’episodio riaccende l’attenzione sulle fragilità del sistema di controllo e tutela dell’ambiente marino, specialmente in territori ad alta frequentazione turistica e con elevata presenza di fauna selvatica.

In questo contesto, il WWF locale ha ribadito la necessità di una vigilanza costante e di campagne di sensibilizzazione, che coinvolgano anche pescatori e operatori del mare, per prevenire e contrastare atti di crudeltà che compromettono l’equilibrio dell’ecosistema e offendono la dignità animale

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