La Puglia si prepara a introdurre il Cup unico regionale, un sistema centralizzato di prenotazione delle prestazioni sanitarie che metterà in rete le dieci aziende sanitarie del territorio. L’obiettivo fissato dalla Regione è arrivare all’attivazione completa entro un anno, partendo da una fase sperimentale che prenderà il via in estate nella provincia di Bari.
A fare il punto sull’iter del progetto è stato l’assessore regionale alla Salute, Donato Pentassuglia, nel corso della prima seduta della III Commissione consiliare Sanità, presieduta da Felice Spaccavento. Il nuovo centro unico di prenotazione punta a superare la frammentazione attuale, offrendo ai cittadini un sistema integrato e accessibile.
Il Cup unico consentirà agli utenti di consultare in tempo reale tutte le disponibilità per una determinata prestazione sanitaria, non solo nel proprio territorio, ma anche in province limitrofe. Questo meccanismo dovrebbe favorire una maggiore rapidità nell’accesso alle cure e una gestione più efficiente delle liste d’attesa.
Secondo quanto illustrato dall’assessore, il sistema permetterà un monitoraggio puntuale dell’attività sanitaria su base territoriale. Alla base del progetto vi è la creazione di una piattaforma unica capace di mettere in comunicazione strutture pubbliche e private accreditate, condividendo dati e disponibilità in modo coordinato.
La centralizzazione delle prenotazioni rappresenta una delle principali innovazioni del piano sanitario regionale, con l’obiettivo di garantire trasparenza e uniformità nell’erogazione dei servizi ambulatoriali. Il progetto si inserisce in un percorso già avviato con l’implementazione del fascicolo sanitario elettronico e di altre infrastrutture digitali propedeutiche.
La sperimentazione partirà dalla provincia di Bari, scelta per la presenza del Policlinico e di un’ampia rete di strutture pubbliche e private accreditate. Per questa prima fase è previsto uno stanziamento iniziale di circa 4 milioni di euro. Il territorio barese fungerà da banco di prova per verificare la piena funzionalità del sistema prima dell’estensione all’intera regione.
Parallelamente sarà attivato un “cruscotto di monitoraggio”, uno strumento che consentirà di analizzare in modo capillare le eventuali criticità, territorio per territorio, intervenendo tempestivamente per correggere disfunzioni.