La controversia riguarda l’articolo 46 della Legge Regionale Puglia n. 4/2010, che assegna alle Asl il compito di garantire il servizio di trasporto per disabili verso i centri diurni socio-educativi. Nonostante le diffide ricevute nel corso degli anni da parte dei centri diurni, delle associazioni di categoria e del Comune di Bari, l’Asl Bari non aveva attivato il servizio di trasporto.
Nel 2020, l’Asl Bari aveva temporaneamente permesso ai centri diurni di organizzare autonomamente il trasporto, offrendo una tariffa di 6,51 euro per utente, insufficiente a coprire i costi reali. Alla scadenza del contratto, i centri diurni tornarono a diffidare l’Asl Bari, chiedendo una tariffa adeguata o l’assunzione diretta del servizio. In caso di mancato accordo, avvertirono che avrebbero interrotto il servizio, causando gravi danni agli utenti disabili e alle loro famiglie.
Successivamente, il Tar accolse anche i ricorsi dei quattro centri diurni di Bari e Rutigliano, condannando nuovamente Asl e Regione a risarcire i danni e trasmettendo gli atti alla Corte dei Conti per individuare eventuali responsabilità.
L’Asl Bari e la Regione Puglia decisero di appellare tutte le sentenze del Tar. Il Consiglio di Stato ha recentemente rigettato l’appello della Regione, accogliendo solo parzialmente quello dell’Asl Bari, in merito alla data di decorrenza della condanna risarcitoria. È stata confermata l’illegittimità del rinvio del servizio di trasporto e la condanna dell’Asl Bari e della Regione Puglia a risarcire i danni subiti dal centro di Bitonto dal gennaio 2023, oltre agli interessi legali.
questo ente regione…capace di sciupare tanto denaro per cose utili solo a foraggiare amici degli amici.. tanto inutile per le cose serie… ma a chi dare la colpa….. a chi ha permesso tutto questo… la sorella del boss non ha voluto…?