Nel Palazzo di Città si apre una fase delicata per l’amministrazione guidata dal sindaco Vito Leccese. Due incarichi chiave restano infatti da definire: quello dell’assessore comunale al Welfare e quello del direttore generale. Una partita che si gioca su binari paralleli ma che potrebbe intrecciarsi in un unico riassetto politico-amministrativo nelle prossime settimane.
L’uscita di Elisabetta Vaccarella dall’assessorato al Welfare, dopo l’approdo in Consiglio regionale, ha lasciato vacante una casella strategica per la Giunta. Parallelamente, il ruolo di direttore generale è rimasto scoperto in seguito al passaggio di Davide Pellegrino alla guida del Gabinetto del neopresidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Due posizioni diverse per funzioni e competenze, ma entrambe centrali per gli equilibri dell’amministrazione cittadina.
Il sindaco, dopo un primo giro di consultazioni con i gruppi consiliari di maggioranza, potrebbe convocare a breve un nuovo ciclo di incontri per arrivare a una sintesi condivisa. L’orientamento prevalente sarebbe quello di affrontare congiuntamente le due nomine, in modo da garantire coerenza e stabilità al nuovo assetto.
Per quanto riguarda l’assessorato al Welfare, la delega dovrebbe rimanere in capo al Partito Democratico. Tra i nomi più ricorrenti figura quello di Michelangelo Cavone, ma all’interno dei Dem non mancano tensioni legate ai diversi riferimenti politici, in particolare alle aree vicine al segretario regionale Marco Lacarra e al presidente della Regione Michele Emiliano. I malumori interni rappresentano uno degli elementi che rendono più complessa la definizione della scelta.
Sul fronte della direzione generale, invece, sarebbero diversi i profili valutati. Tra questi vengono indicati dirigenti con esperienza amministrativa consolidata, come Gigi Ranieri, attuale direttore generale della Città Metropolitana, il segretario del Consiglio comunale Donato Susca e l’attuale capo di gabinetto del sindaco, Nicola Dentamaro. Una selezione che punta a garantire continuità gestionale in una fase particolarmente delicata.
A descrivere il momento come una fase di riorganizzazione è Pierluigi Introna, capogruppo della lista Leccese sindaco. “Non parlerei di stallo, ma di una fase di ripartenza e riflessione”, ha sottolineato, evidenziando come le decisioni spettino al sindaco e debbano essere assunte con ponderazione. Introna ha inoltre rimarcato la necessità di evitare azzeramenti improvvisi, ponendo al centro l’interesse della città rispetto a dinamiche personali o di corrente.
Anche da La Giusta Causa arrivano sollecitazioni, non tanto sui nomi quanto sul metodo. Il capogruppo Victor Laforgia ha richiamato l’esigenza di una maggiore integrazione e coordinamento tra gli assessori, soprattutto su temi complessi come la rigenerazione urbana. Secondo Laforgia, la gestione delle grandi opere legate al Pnrr impone un approccio intersettoriale e interventi correttivi a sostegno delle aree interessate dai cantieri e dei commercianti coinvolti. Tra le priorità indicate figurano inoltre il salario minimo comunale e il Piano Urbanistico Generale.
Nel frattempo, si avvicina una data cruciale: il 24 febbraio il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere il bilancio e il Piano Triennale delle Opere Pubbliche. Un passaggio politico rilevante che potrebbe diventare banco di prova per la tenuta della maggioranza, anche alla luce delle tensioni emerse.