Centro comunale di raccolta a Japigia, Legambiente dice no: “Il problema non è il se, ma il dove”

L’associazione chiede lo stop dell’iter e un tavolo con Comune e residenti: “Area fragile, rischio odori e impatti sul Canale Valenzano”

Un nuovo stop si aggiunge alle critiche già espresse nei giorni scorsi dai residenti del quartiere Japigia, a Bari, contro la realizzazione del Centro Comunale di Raccolta (Ccr) per i rifiuti differenziati previsto in via Papalia, nelle immediate vicinanze del Canale Valenzano. A prendere posizione, questa volta, è il Circolo Legambiente Eudaimonia Bari, che in una nota ufficiale dichiara la propria contrarietà al progetto, puntando l’attenzione sui rischi ambientali e sociali legati alla scelta dell’area.

“Non è una battaglia ideologica”

Secondo Legambiente, la questione non riguarda l’utilità dell’opera, ma la sua collocazione. L’associazione chiarisce infatti che la propria opposizione non nasce da pregiudizi: “Le ragioni del nostro dissenso non sono ideologiche”, viene sottolineato, ma si basano su valutazioni tecniche legate alla salvaguardia del territorio e alla tutela della qualità della vita nel quartiere. La localizzazione individuata, sempre secondo il circolo, rappresenterebbe una minaccia concreta per un’area considerata delicata e con una forte vocazione naturalistica.

I rischi indicati: odori, percolato e pressioni sull’habitat

Nel documento, Legambiente segnala tra le principali criticità la possibilità di emissioni di odori molesti e il rischio di un potenziale rilascio di percolato nel terreno e nelle acque. Elementi che, a giudizio dell’associazione, potrebbero alterare l’equilibrio dell’ecosistema collegato al Canale Valenzano, con ripercussioni dirette sull’habitat fluviale. Non solo: tra i timori vengono citati anche l’aumento del traffico veicolare e dei livelli di rumore, oltre al possibile degrado visivo e paesaggistico, che potrebbe incidere sulla percezione e sulla valorizzazione dell’area.

Il progetto: 1,3 milioni di euro e un’area di circa 6mila metri quadrati

Il Centro Comunale di Raccolta è previsto nell’ambito di un intervento finanziato con 1,3 milioni di euro, risorse provenienti dal programma Pon Metro Plus. La gestione del nuovo impianto sarà affidata ad Amiu Puglia. In base alle informazioni disponibili, la struttura dovrebbe svilupparsi su una superficie di circa 6mila metri quadrati e prevedere due ingressi.

Il progetto include diverse dotazioni: un’area dedicata alla pesatura dei rifiuti differenziati, un ufficio di accettazione, spazi di sosta per biciclette e mezzi, con la possibilità di ricarica elettrica. Nel piano rientrerebbero anche la realizzazione di uffici Amiu Puglia, un centro a finalità ludico-didattiche e una zona verde.

La richiesta al Comune: stop immediato e confronto pubblico

Il passo successivo, per Legambiente, dovrebbe essere un cambio di rotta prima che l’iter proceda ulteriormente. Per questo, l’associazione chiede una sospensione immediata del processo autorizzativo e l’apertura di un tavolo di confronto con l’amministrazione comunale, con il coinvolgimento attivo dei residenti e dei comitati di quartiere. Proprio questi ultimi avevano già espresso nei giorni scorsi la propria contrarietà, domandando chiarimenti e documentazione sul progetto e sulle motivazioni della scelta localizzativa.

“Sensibilizzare istituzioni e cittadini”

L’obiettivo dichiarato dal circolo è quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni su una decisione che, a loro giudizio, potrebbe compromettere in maniera irreversibile un contesto urbano e naturale ritenuto fragile. La posizione di Legambiente si inserisce dunque in un clima di crescente dibattito sul futuro dell’area e sulla compatibilità tra infrastrutture per la gestione dei rifiuti e tutela ambientale, soprattutto quando l’intervento si colloca in prossimità di zone considerate strategiche dal punto di vista ecologico.

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