Baseball a Bari, verso il primo campo regolamentare dopo oltre mezzo secolo

La squadra dei Warriors potrebbe finalmente ottenere un diamante: individuata un'area a Ceglie di proprietà Rai

Un sogno lungo 55 anni potrebbe diventare realtà per i Warriors, unica squadra di baseball di Bari, attualmente in Serie C. Il presidente Vincenzo Serino, da decenni in prima linea per dotare la città di un campo regolamentare, ha recentemente incontrato il sindaco Leccese per discutere l’individuazione di un’area adatta alla realizzazione dell’impianto. L’incontro, reso possibile grazie all’interessamento del consigliere comunale delegato allo Sport, Lorenzo Leonetti, segna un possibile punto di svolta per lo sviluppo del baseball nel capoluogo pugliese.

L’area individuata si trova a Ceglie, su un terreno di oltre 4.000 ettari attualmente di proprietà della Rai. In passato ospitava strutture ricreative aziendali, ma oggi potrebbe trasformarsi nel primo “diamante” ufficiale della città. La realizzazione del campo consentirebbe alla squadra di partecipare a campionati di categoria superiore, come la Serie B, attualmente preclusa a causa della mancanza di un impianto con dimensioni regolamentari.

Attualmente, i Warriors disputano le partite a Noicattaro, su un campo comunale in terra battuta, che non soddisfa i requisiti minimi per la promozione. Eppure, già nel 1992 la squadra aveva ottenuto l’accesso alla Serie B, seppur in deroga. Da allora, altre città pugliesi si sono dotate di strutture adeguate: Foggia nel 1983, Matino e recentemente anche Taranto, lasciando Bari indietro rispetto al panorama regionale.

Il sogno di un campo da baseball a Bari risale addirittura agli anni ’90, quando Renzo Piano presentò il progetto dello stadio San Nicola. Il modello originario prevedeva un diamante accanto all’impianto calcistico, ma l’idea non fu mai realizzata. Serino ricorda: “Avevo parlato con Piano in persona, ma mi disse che la proprietà intellettuale del progetto era già stata ceduta al Comune”.

Il nuovo passo avanti, dunque, dipende ora dal completamento del passaggio di proprietà dell’area dalla Rai al Comune, un nodo burocratico che l’amministrazione intende sciogliere. Anche l’ex sindaco Antonio Decaro aveva cercato una soluzione, senza però riuscire a individuare un terreno idoneo prima del termine del suo mandato.

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