Il dibattito politico a Bari si concentra sul futuro della Giunta comunale, in una fase segnata da incertezze e trattative interne alla maggioranza di centrosinistra. Il nodo principale riguarda il rimpasto dell’esecutivo, resosi necessario dopo l’elezione in Consiglio regionale dell’ex assessora al Welfare, Elisabetta Vaccarella, che ha lasciato vacante una delega strategica per l’amministrazione cittadina.
A oltre un anno e mezzo dall’insediamento, la coalizione che guida il Comune si trova ora a dover ridefinire i propri equilibri. Il confronto interno non ha ancora prodotto una sintesi condivisa, oscillando tra l’ipotesi di una semplice sostituzione dell’assessora uscente e quella di una revisione più ampia della squadra di governo. Le trattative coinvolgono le diverse anime del Partito democratico, le liste civiche, l’area di sinistra guidata da Michele Laforgia e il Movimento 5 Stelle. Un mosaico politico complesso, in cui le posizioni non risultano ancora allineate.
Secondo quanto emerge dal dibattito pubblico, le divergenze interne riflettono anche differenti sensibilità all’interno dello stesso Pd, con riferimenti politici che guardano a figure di rilievo regionale e nazionale. L’assenza di un accordo definitivo alimenta l’impressione di una fase di stallo, mentre la città attende segnali concreti sul piano amministrativo.
Nel frattempo, le forze di opposizione osservano con attenzione gli sviluppi e rilanciano le critiche sull’operato della maggioranza. Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, Antonio Ciaula, descrive la situazione come una fase di forte incertezza. A suo giudizio, l’amministrazione sarebbe in difficoltà e il Comune rischierebbe di perdere centralità rispetto alla Regione, anche alla luce del passaggio di alcune figure istituzionali verso incarichi regionali. “Sembra tutto in alto mare”, è la sintesi del suo intervento, con un riferimento esplicito alle tensioni interne alla coalizione di governo.
Ciaula evidenzia inoltre criticità su più fronti amministrativi: dai cantieri aperti e rallentati alle questioni legate alla sicurezza urbana, dalla gestione della nettezza urbana alla viabilità e al commercio. Viene sottolineata la nascita di comitati cittadini contrari ad alcune opere pubbliche e la percezione di un progressivo abbandono delle periferie. Secondo l’esponente del centrodestra, si tratterebbe di segnali di una maggioranza attraversata da “fibrillazioni” che inciderebbero negativamente sulla vita quotidiana dei baresi.
Sulla stessa linea anche Fabio Romito, consigliere comunale e regionale della Lega, che parla di un’amministrazione priva di slancio. Nel suo intervento richiama la necessità di affrontare con maggiore determinazione le sfide che attendono Bari nei prossimi anni. Romito descrive l’esecutivo come “fermo e senza idee”, sottolineando una presunta distanza tra la velocità con cui evolve la città e la capacità decisionale della Giunta.
Tra i punti sollevati, anche la permanenza pluriennale di alcuni assessori, considerata un elemento che potrebbe aver rallentato il ricambio e l’innovazione. Romito chiede un confronto aperto tra il sindaco e tutte le forze rappresentate in Consiglio, mettendo in guardia dal rischio che il rimpasto si traduca in una mera redistribuzione di incarichi secondo logiche partitiche, senza un reale cambio di passo.
Critiche arrivano anche dal consigliere Carlo Patruno, che definisce l’operazione di rimpasto come prevalentemente interna agli equilibri della maggioranza. Secondo la sua lettura, mancherebbe una valutazione oggettiva del lavoro svolto dagli assessori, basata su risultati concreti e indicatori di performance. La questione, per l’opposizione, non riguarderebbe solo i nomi ma l’indirizzo politico complessivo dell’amministrazione, con l’accusa di non aver fornito risposte rapide su temi segnalati da tempo.
In questo scenario, il rimpasto appare dunque come un passaggio cruciale non solo per ridefinire gli assetti interni alla coalizione di centrosinistra, ma anche per rilanciare l’azione amministrativa. La capacità di trovare un equilibrio tra le diverse componenti politiche e di trasformare il confronto interno in una proposta coerente per la città rappresenterà uno snodo decisivo per il prosieguo della consiliatura.