Il Bari volta pagina dopo la delusione della scorsa stagione, chiusa con il nono posto e l’assenza dai playoff. A ribadirlo, in conferenza stampa, sono stati il direttore sportivo Giuseppe Magalini e il suo vice Valerio Di Cesare, che hanno presentato il bilancio del mercato estivo, definito da entrambi come un passaggio decisivo per aprire un nuovo ciclo.
“Era finito un ciclo, serviva coraggio per cambiare – ha spiegato Magalini –. Abbiamo fatto scelte importanti, alcune dolorose, ma necessarie. Ora però serve che la squadra dia risposte sul campo”. Sulla stessa linea Di Cesare: “Volevamo un’ossatura più solida, con giocatori di proprietà. Mai come quest’anno ne abbiamo presi così tanti: su 29 calciatori in rosa, ben 21 sono del Bari a titolo definitivo”.
I nuovi arrivi: Castrovilli e Maggiore in primo piano
Tra i colpi principali spicca Gaetano Castrovilli, tornato a Bari dopo l’esperienza in Serie A. “Un jolly offensivo per il nostro 4-3-3, può alzare il livello tecnico e dare tanto anche fuori dal campo”, ha sottolineato Magalini. Di Cesare ha aggiunto: “Gaetano ha voluto fortemente tornare qui. Appena si è aperta la possibilità non abbiamo esitato”.
Altra operazione rilevante è quella che ha riportato Maggiore in biancorosso. “Un giocatore che apprezzo molto e che era cercato da altre squadre. Siamo stati fortunati a ottenere la sua disponibilità”, ha dichiarato Magalini.
Addii dolorosi e conferme pesanti
Il mercato ha comportato anche partenze difficili. “Con Maita e Benali ho condiviso anni importanti, non è stato semplice lasciarli andare – ha ammesso Di Cesare –. Li ringrazio per tutto quello che hanno dato”. Diverso invece il discorso per Vicari, confermato dopo una stagione complicata: “Abbiamo valutato tutti, Francesco ha mostrato la volontà di restare. Non ha reso al massimo, ma resta il nostro capitano e siamo felici che sia ancora con noi”.
Obiettivo: risalire la classifica
Per il ds e il suo vice, le basi per migliorare ci sono. “Siamo arrivati noni, ora dobbiamo puntare almeno ai playoff. Il nostro lavoro è stato importante, ma sarà il campo a dire se avremo avuto ragione”, ha concluso Magalini.