Bagagli più leggeri, economia più forte: la proposta per Bari

Dal Consiglio comunale l’idea di rivedere le franchigie aeree per sostenere commercio e artigianato locale

Il tema dei bagagli a mano diventa leva strategica per il rilancio dell’economia cittadina. A Bari prende forma una proposta politica che punta a incidere sulle politiche delle compagnie aeree per favorire il commercio locale e incentivare i turisti ad acquistare prodotti del territorio senza il timore di superare i limiti consentiti in cabina.

L’iniziativa è stata presentata in Consiglio comunale dai rappresentanti di Fratelli d’Italia, Antonio Ciaula e Laura De Marzo, nell’ambito del confronto politico che precede la seduta dedicata al Bilancio di previsione e al Piano Triennale delle Opere Pubbliche 2026-2028. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il tessuto economico barese intervenendo su un aspetto concreto dell’esperienza turistica: la possibilità di trasportare più acquisti nel bagaglio a mano.

Secondo i promotori dell’ordine del giorno, una revisione delle attuali soglie di peso potrebbe tradursi in un vantaggio competitivo per la città. Attualmente la franchigia standard per il bagaglio a mano si attesta intorno agli 8 chilogrammi. La proposta avanzata prevede un incremento a 10 o 11 chilogrammi, accompagnato da una lieve riduzione del peso consentito per il bagaglio extra acquistato separatamente. Una rimodulazione che, nelle intenzioni dei consiglieri, non comporterebbe un aggravio per le compagnie, ma favorirebbe i visitatori nell’acquisto di prodotti tipici, souvenir e manufatti artigianali.

Il meccanismo ipotizzato si basa su un’azione istituzionale coordinata. Il sindaco di Bari verrebbe chiamato a farsi promotore di una “moral suasion” nei confronti del presidente della Regione Puglia, affinché quest’ultimo avvii un dialogo con le compagnie aeree che operano negli scali regionali. La Regione, infatti, intrattiene rapporti consolidati con numerosi vettori, in particolare con diverse compagnie low cost che hanno investito negli aeroporti pugliesi. Questo canale privilegiato potrebbe rappresentare lo strumento attraverso cui negoziare eventuali deroghe o sperimentazioni.

La proposta non si limita al solo settore agroalimentare. L’idea è quella di sostenere l’intero comparto commerciale cittadino: dalle specialità gastronomiche ai prodotti dell’artigianato artistico, fino agli oggetti simbolo della tradizione locale. Consentire ai turisti di partire con qualche chilogrammo in più significherebbe ridurre l’ansia legata ai controlli e ai costi aggiuntivi, stimolando acquisti più consistenti durante il soggiorno.

Secondo quanto illustrato dai consiglieri, l’impatto economico potrebbe essere significativo. Un aumento della capacità di trasporto personale si tradurrebbe in un incremento diretto delle vendite, con effetti positivi sull’intera filiera commerciale urbana. Il commercio al dettaglio, in particolare nelle zone a maggiore vocazione turistica, potrebbe beneficiare di un flusso di spesa più elevato, generando ricadute anche in termini occupazionali.

Non mancano tuttavia le complessità operative. L’eventuale introduzione di una franchigia differenziata per la Puglia rappresenterebbe un’eccezione rispetto alle politiche standard adottate dai vettori su scala nazionale e internazionale. Le compagnie aeree applicano infatti regolamenti uniformi per ragioni logistiche e organizzative. La realizzazione concreta della proposta richiederebbe dunque un’intesa non semplice, capace di conciliare esigenze commerciali e vincoli operativi.

Il centrodestra ha formalmente avanzato la proposta, rimettendo ora la questione nelle mani dell’amministrazione comunale e della Regione. Il passaggio istituzionale rappresenterà il banco di prova per valutare la fattibilità dell’iniziativa e la disponibilità delle compagnie aeree a valutare soluzioni specifiche per il territorio pugliese.

Nel contesto di una competizione crescente tra destinazioni turistiche, ogni elemento capace di migliorare l’esperienza del visitatore può trasformarsi in un fattore strategico. La revisione delle politiche sui bagagli viene così proposta come strumento innovativo per sostenere l’economia locale, partendo da un dettaglio apparentemente tecnico ma potenzialmente decisivo per i consumi turistici.

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