Aumentano le segnalazioni di malattie professionali in Puglia

I dati inail di gennaio 2026 mostrano un forte incremento delle denunce rispetto all’anno precedente, con industria e servizi tra i comparti più coinvolti e numeri ancora elevati anche per gli infortuni sul lavoro

L’inizio del 2026 conferma un quadro ancora complesso per la sicurezza nei luoghi di lavoro in Puglia. I dati relativi alle denunce di infortunio e di malattia professionale continuano infatti a delineare una situazione che richiede attenzione e interventi mirati. Nel primo mese dell’anno le segnalazioni di incidenti sul lavoro hanno raggiunto quota 2.002 casi, un valore che resta solo leggermente inferiore rispetto ai 2.077 registrati nello stesso periodo del 2025, a dimostrazione di come il fenomeno continui a rappresentare una criticità per il sistema produttivo regionale. Nel bilancio complessivo del mese si registrano inoltre due incidenti mortali, ulteriore elemento che rafforza la necessità di strategie efficaci sul fronte della prevenzione.

Accanto agli infortuni, emergono con forza anche i dati sulle patologie legate all’attività lavorativa. Secondo l’analisi diffusa dalla Cisl regionale sui dati Inail riferiti a gennaio 2026, si osserva un incremento significativo delle denunce di malattie professionali rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Nel dettaglio, le segnalazioni hanno raggiunto quota 940, mentre nel gennaio 2025 erano state 681. Il confronto evidenzia quindi 259 casi in più, una crescita che conferma come il tema della salute dei lavoratori resti centrale nel dibattito sul lavoro in puglia.

L’analisi territoriale mostra differenze significative tra le diverse province. Il numero più alto di denunce è stato registrato a Taranto, con 313 segnalazioni complessive, dato che colloca la provincia al primo posto nella regione. Subito dopo si trova Bari con 177 casi, mentre Lecce ha totalizzato 148 denunce. Numeri simili si registrano a Brindisi, dove le segnalazioni sono state 139. Seguono Foggia con 126 e la provincia di Barletta-Andria-Trani con 37. La distribuzione territoriale evidenzia quindi una diffusione ampia del fenomeno su tutto il territorio regionale, seppur con intensità differenti tra le varie aree.

Guardando ai settori produttivi maggiormente interessati, emerge con chiarezza il peso dell’area che comprende industria e servizi. In questo comparto le denunce di malattia professionale hanno raggiunto 648 casi, mentre nello stesso mese del 2025 erano state 434. Il dato segnala un incremento consistente e conferma come proprio questi ambiti lavorativi siano tra i più esposti ai rischi legati all’attività professionale. Anche il settore agricolo presenta numeri rilevanti: le segnalazioni sono state 284, rispetto alle 238 registrate dodici mesi prima. L’andamento dei dati suggerisce quindi una crescita diffusa delle patologie correlate al lavoro in più comparti produttivi.

Secondo il segretario generale della Cisl Puglia, Antonio Castellucci, questi numeri rappresentano un segnale chiaro della situazione che la regione continua ad affrontare sul fronte della sicurezza. La puglia resta infatti tra le aree più esposte in Italia per quanto riguarda salute e tutela dei lavoratori, elemento che richiede politiche strutturali e interventi coordinati tra istituzioni, imprese e parti sociali.

Il sindacato sottolinea quindi la necessità di rafforzare le misure dedicate alla prevenzione. Tra le priorità indicate vi sono controlli più incisivi nei luoghi di lavoro, programmi di formazione e campagne di sensibilizzazione capaci di coinvolgere imprese e lavoratori. L’obiettivo è costruire un sistema in cui la sicurezza venga considerata parte integrante dell’organizzazione del lavoro e non un elemento secondario.

Allo stesso tempo viene rilanciata la richiesta di un piano regionale straordinario dedicato alla salute e alla sicurezza nei luoghi di lavoro. In questo contesto, la Cisl evidenzia anche l’importanza della contrattazione decentrata e della partecipazione attiva dei lavoratori all’interno delle imprese. Un maggiore coinvolgimento dei dipendenti nei processi aziendali viene infatti considerato uno strumento fondamentale per migliorare la prevenzione e ridurre i rischi professionali, contribuendo a creare ambienti di lavoro più sicuri e sostenibili nel lungo periodo.

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