Un’azione definita “aggressiva e intimidatoria” ha colpito nella notte tra il 23 e il 24 settembre la Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria in navigazione verso Gaza per portare aiuti alla popolazione palestinese, nel pieno dell’offensiva militare israeliana. Secondo quanto riportato dai membri della Flotilla, le imbarcazioni sarebbero state bersaglio di un attacco condotto con droni, bombe sonore e sostanze chimiche non identificate, a circa 600 miglia nautiche dalla costa della Striscia, nei pressi dell’isola greca di Creta.
La notizia è stata diffusa attraverso i canali social ufficiali del movimento, in particolare su Instagram, dove sono stati condivisi aggiornamenti in tempo reale. “Stiamo vivendo un’operazione psicologica diretta”, si legge in un post, nel quale si condannano le presunte azioni israeliane e dei suoi alleati. Gli attivisti affermano che quanto accaduto rappresenta un tentativo di fermare la missione, ma assicurano che non verrà interrotta: “Non ci lasceremo intimidire. Continueremo a navigare e a rompere l’assedio illegale”.
Tra le persone a bordo figura anche l’attivista italiano Tony La Piccirella, originario di Bari, che ha testimoniato l’accaduto sui social, parlando della presenza di circa una dozzina di droni attorno alle imbarcazioni. Uno di questi avrebbe sganciato un oggetto non identificato, caduto in acqua e seguito da una serie di esplosioni. “Abbiamo fatto quadrato e richiesto soccorsi”, ha dichiarato La Piccirella.
Il caso ha attirato l’attenzione delle autorità italiane, e in particolare del Ministero degli Esteri, che ha confermato di aver ricevuto segnalazioni. Il ministro Antonio Tajani, impegnato a New York per l’Assemblea generale dell’Onu, è stato informato dell’accaduto. In una nota ufficiale, la Farnesina ha dichiarato di aver già chiesto in precedenza a Israele di rispettare il diritto internazionale in qualsiasi operazione in mare, raccomandando la massima cautela. Inoltre, è stato conferito mandato all’ambasciata italiana a Tel Aviv di ottenere ulteriori informazioni sull’episodio e di rinnovare la richiesta di protezione per i partecipanti italiani alla missione.
Il clima attorno alla Flotilla resta teso, ma i membri dell’equipaggio confermano la propria intenzione di proseguire, accusando gli oppositori di voler ostacolare con ogni mezzo l’arrivo degli aiuti nella Striscia. L’episodio si inserisce in un quadro sempre più critico nel Mediterraneo orientale, mentre proseguono le tensioni internazionali attorno al conflitto israelo-palestinese.