Si è chiusa nelle prime ore di mercoledì 11 febbraio la lunga irreperibilità di Carlo Biancofiore, 47 anni, figura ritenuta operativa nell’area metropolitana barese. L’uomo è stato individuato e bloccato nel territorio di Mola di Bari al termine di un’attività investigativa coordinata e condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Bari, con il supporto dello Squadrone Cacciatori “Puglia”, reparto specializzato nelle operazioni ad alto rischio.
La cattura è avvenuta in esecuzione di due distinte ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal Tribunale di Bari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Biancofiore risultava latitante dal luglio 2025 ed era inserito tra i soggetti attivamente ricercati dalle forze dell’ordine nell’ambito di indagini legate alla criminalità organizzata locale.
Al centro dei procedimenti giudiziari vi sono accuse di particolare gravità. Uno dei filoni d’inchiesta riguarda un episodio di sangue avvenuto il 28 dicembre 2023 nel quartiere Carrassi, a Bari. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, un uomo a bordo di un motociclo fu raggiunto da almeno quattro colpi d’arma da fuoco esplosi in via Timavo, in pieno periodo natalizio e in presenza di passanti. Biancofiore sarebbe stato parte del commando responsabile dell’agguato, maturato – secondo l’impianto accusatorio – nell’ambito di una contrapposizione interna ai traffici illeciti del territorio.
L’azione violenta sarebbe stata riconducibile a una reazione della compagine legata al clan Palermiti, con l’obiettivo di arginare i tentativi della vittima di assumere il controllo delle attività criminali nella zona, approfittando della detenzione del capo locale. L’episodio, per modalità e contesto, aveva destato forte allarme sociale, riaccendendo l’attenzione degli investigatori sulle dinamiche di controllo del territorio nei quartieri cittadini.
Parallelamente, il nome di Biancofiore compare in un secondo procedimento che investe direttamente le strutture della criminalità organizzata barese. L’accusa contestata è quella di associazione di tipo mafioso con finalità di narcotraffico, nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto presunti vertici del clan Velluto, ritenuto attivo nelle aree di Carrassi e San Marcello. Le indagini avrebbero documentato un’organizzazione strutturata e gerarchica, impegnata nella gestione dello spaccio di sostanze stupefacenti e nel controllo capillare del territorio attraverso intimidazioni e disponibilità di armi.
In tale contesto, le ordinanze cautelari si inseriscono in un quadro giudiziario già segnato da condanne di primo grado che hanno riconosciuto l’esistenza di una struttura criminale radicata, capace di imporre la propria influenza nei quartieri di riferimento. Il metodo mafioso e l’uso della forza intimidatrice rappresentano elementi centrali nell’impianto accusatorio, delineando un sistema organizzato finalizzato alla gestione dei traffici illeciti.
La localizzazione del 47enne a Mola di Bari è stata il risultato di un’attività investigativa articolata, sviluppata attraverso servizi di osservazione e raccolta di informazioni sul territorio. Determinante si è rivelato il contributo dello Squadrone Cacciatori “Puglia”, reparto specializzato in operazioni di ricerca e cattura in contesti complessi, spesso caratterizzati da ambienti rurali o difficilmente accessibili.
Con l’arresto di Biancofiore, le autorità giudiziarie hanno dato esecuzione ai provvedimenti restrittivi rimasti pendenti per mesi. La sua posizione sarà ora vagliata nelle sedi opportune, nell’ambito dei procedimenti che lo vedono coinvolto e che si inseriscono in un più ampio contrasto alle organizzazioni criminali attive nel capoluogo pugliese.
L’operazione segna un passaggio significativo nel contrasto alla criminalità organizzata barese, confermando l’attenzione investigativa sui gruppi radicati nei quartieri cittadini e sulle dinamiche di controllo dei traffici illeciti.