Un episodio di estrema gravità ha scosso Bari, riportando l’attenzione su un caso che intreccia fragilità familiare, malattia e responsabilità penale. Un uomo di 47 anni, residente nel capoluogo pugliese, è stato arrestato con l’accusa di tentato omicidio dopo aver presumibilmente scollegato gli apparecchi medici indispensabili alla sopravvivenza della madre anziana, affetta da una grave patologia oncologica e costretta a vivere allettata.
L’intervento tempestivo del personale sanitario ha evitato il peggio, consentendo il ricovero immediato della donna, che si trova tuttora sotto osservazione in ospedale. I fatti, secondo quanto emerso dalle indagini, risalirebbero alla metà di dicembre, ma sono venuti alla luce solo dopo l’attivazione delle procedure giudiziarie.
La scoperta durante l’assistenza domiciliare
La vicenda si sarebbe consumata all’interno dell’abitazione familiare, dove la donna riceveva assistenza sanitaria domiciliare quotidiana. A far scattare l’allarme è stata un’infermiera incaricata delle cure: una volta entrata in casa, avrebbe notato che tubi, sondini e dispositivi medici risultavano scollegati, compromettendo seriamente le condizioni cliniche della paziente.
Immediatamente è stato richiesto l’intervento del 118, che ha disposto il trasporto urgente in ospedale. Secondo quanto riferito, la prontezza dell’operatrice sanitaria si è rivelata decisiva per salvare la vita dell’anziana, evitando conseguenze irreversibili.
Le dichiarazioni e l’intervento delle autorità
Agli operatori sanitari intervenuti, il figlio della donna avrebbe pronunciato una frase che ha ulteriormente aggravato la sua posizione: avrebbe dichiarato di “volersi rimettere alla volontà di Dio”, lasciando intendere una scelta consapevole di interrompere le cure salvavita. Un elemento che gli inquirenti hanno ritenuto rilevante nel quadro accusatorio.