Nella serata di sabato 26 luglio sulla spiaggia di Pane e Pomodoro a Bari, dove un ragazzo di 20 anni è rimasto gravemente ferito a seguito di un’aggressione a colpi di bottiglia. L’intervento degli aggressori sarebbe scattato dopo che la vittima aveva tentato di proteggere alcune ragazze.
Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori della Squadra Mobile di Bari, il giovane avrebbe preso le difese delle ragazze, attirando l’ira di un gruppo di altri giovani presenti sulla spiaggia. L’aggressione, avvenuta in pochi istanti, è degenerata con ripetuti colpi di bottiglia, che hanno causato al ventenne lesioni gravi, tanto da richiedere l’intervento del personale sanitario del 118, che lo ha trasportato d’urgenza in ospedale.
La dinamica dei fatti è ora al centro delle indagini. Le forze dell’ordine stanno cercando di identificare i responsabili dell’aggressione, anche con l’aiuto di eventuali testimoni presenti sulla spiaggia in quel momento. Non è escluso che vengano analizzate anche immagini riprese da smartphone o telecamere di sorveglianza presenti nelle vicinanze.
L’episodio riporta l’attenzione sulla crescente insicurezza nelle aree balneari urbane, soprattutto nelle ore serali e notturne. Solo una settimana prima, la stessa spiaggia era stata teatro di un’altra aggressione: in quell’occasione, un gruppo di quarantenni aveva attaccato alcuni giovani che li avevano rimproverati per aver gettato bottiglie in mare. Anche in quel caso, la violenza aveva segnato la serata barese, sollevando polemiche sulla mancanza di controlli e sulla gestione dell’ordine pubblico.
Il clima di tensione che si respira in alcune zone costiere del capoluogo pugliese preoccupa residenti e turisti. Gli episodi ripetuti suggeriscono un’escalation che potrebbe avere conseguenze ancora più gravi se non affrontata con misure preventive e una presenza più incisiva delle forze dell’ordine.
Nel frattempo, il giovane ferito resta ricoverato in ospedale: le sue condizioni, inizialmente giudicate critiche, sono oggetto di costante monitoraggio da parte del personale sanitario.
Mi complimento con la redazione per l’ ironia della foto