Il tribunale di Bari ha stabilito che lo Stato non potrà chiedere al Comune di Bari il rimborso delle somme pagate ai proprietari dei suoli di Punta Perotti, in esecuzione di una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) del 2012.
La decisione arriva in seguito a una causa civile avviata dal Comune contro lo Stato Italiano. L’amministrazione cittadina ha chiesto al tribunale di accertare l’assenza di un diritto di rivalsa da parte dello Stato, in relazione alle sentenze della CEDU del 2009 e del 2012. L’obiettivo era dichiarare infondata la richiesta statale di ottenere dal Comune il rimborso di 46.080.000 euro, importo pagato ai proprietari dei terreni confiscati.
Il tribunale ha accolto le argomentazioni del Comune di Bari, stabilendo che l’ente locale non ha alcuna responsabilità nel danno subito dai proprietari. Secondo quanto riportato nella sentenza, il Comune aveva un ruolo solo nella fase di rilascio delle autorizzazioni edilizie, mentre la confisca dei terreni è avvenuta successivamente, a seguito di una decisione della Corte di Cassazione (sentenza n. 11716/2001). Di conseguenza, il Comune è stato ritenuto estraneo agli effetti della confisca e alla conseguente pronuncia della CEDU, che aveva condannato lo Stato italiano al risarcimento.
L’esito della sentenza, diffuso attraverso una nota ufficiale di Palazzo di Città, conferma che lo Stato non potrà rivalersi sul Comune di Bari, chiudendo così un lungo contenzioso legale legato alla vicenda di Punta Perotti.