Sul lungomare di Bari, si è svolta una manifestazione significativa di agricoltori e allevatori. La protesta, organizzata per evidenziare le criticità che minacciano la sopravvivenza del settore agricolo, ha visto la partecipazione di numerosi trattori sfilare per le strade della città.
Le emergenze principali denunciate da Coldiretti sono varie e gravi. Dalla presenza massiccia di cinghiali, che non solo invadono le campagne ma anche le città, causando danni considerevoli, alla siccità che riduce drasticamente le risorse idriche necessarie per i raccolti e il sostentamento alimentare della popolazione. Inoltre, la Xylella ha devastato l’olivicoltura salentina, aggiungendo un ulteriore peso sulle spalle degli agricoltori.
Gli slogan sui cartelli e striscioni dei manifestanti riflettono il loro profondo disagio e preoccupazione. Frasi come “Noi seminiamo, i cinghiali raccolgono”, “Il cinghiale campa, il campo crepa”, “Chiuso per cinghiali”, “No acqua no agricoltura”, “Puglia assetata”, e “Senza acqua l’agricoltura muore” rispecchiano il sentimento di frustrazione e urgenza di chi vive e lavora nelle campagne. Dietro il palco della manifestazione, una grande scritta “Città e campagna unite contro i cinghiali” ha sottolineato l’unità tra agricoltori, istituzioni e cittadini nel fronteggiare questa crisi.
La protesta ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e sindaci con i loro gonfaloni. I cittadini, preoccupati non solo dalla crescente presenza dei cinghiali nei centri abitati ma anche dalle conseguenze sulla sicurezza alimentare delle loro famiglie, hanno sostenuto attivamente la causa degli agricoltori.