Bari, commercianti divisi sulla manifestazione: tra paura e diritto di protestare

Alla vigilia del corteo convocato in piazza Umberto dal Movimento 17 ottobre, le attività del centro si preparano a una giornata delicata.

La manifestazione organizzata dal Movimento 17 ottobre, in programma domani alle 15 in piazza Umberto a Bari, preoccupa i commercianti della zona. Gli esercenti si dividono tra chi intende lavorare regolarmente e chi preferisce non correre rischi. Al centro del dibattito ci sono la sicurezza, le difficoltà economiche delle attività commerciali e la necessità di distinguere le proteste pacifiche dagli eventuali atti vandalici.

Michelangelo Liuni, amministratore unico della profumeria Pepe e vicepresidente europeo dei profumieri, ha deciso di tenere aperto il negozio. L’esercente sostiene il diritto di manifestare, ma ritiene indispensabile prevenire danneggiamenti e garantire il rispetto delle attività commerciali.

A pesare sulla situazione ci sono anche la pedonalizzazione di via Manzoni e via Argiro, i cantieri del Brt e l’aumento del costo della vita. Per molti commercianti, perdere una giornata di incassi significa aggravare difficoltà economiche già importanti.

Scelta opposta per Francesco Lucente, titolare di una cartoleria in piazza Umberto, che ha deciso di chiudere per tutelare la propria famiglia e prevenire possibili aggressioni. Il commerciante denuncia inoltre problemi legati al degrado della zona, segnalando presunti episodi di spaccio e la presenza di un mercato abusivo.

Giuseppe Altamura, titolare di Aurelio Caffè, aprirà regolarmente, ma abbasserà la serranda se la situazione dovesse diventare pericolosa. Anche Gianluca Valentini, del Kasabari, manterrà aperta l’attività, confidando nella presenza delle forze dell’ordine.

Meno preoccupato Francesco Loiacono Andriani, titolare dell’ottica Loiacono, che non ritiene necessaria una chiusura preventiva e invita a non confondere chi manifesta pacificamente con chi potrebbe provocare disordini.

Per Daniela Paltera, responsabile di un negozio di abbigliamento, la decisione è più complicata. Il sabato è una giornata fondamentale per gli incassi, grazie anche ai clienti provenienti dalla provincia e ai turisti. Chiudere significherebbe rinunciare a importanti opportunità di vendita, mentre restare aperti comporta il timore di possibili danni.

Anche Alessia C., commessa in un negozio di ottica, chiede un presidio adeguato delle forze dell’ordine, sottolineando la necessità di garantire sicurezza senza attribuire a tutti i manifestanti la responsabilità di eventuali episodi violenti.

Gabriele Campobasso, del locale Loft, riconosce il valore della protesta come strumento di espressione del dissenso, ma condanna i danneggiamenti contro le attività commerciali. Allo stesso tempo, richiama l’attenzione sul malcontento sociale, alimentato dall’aumento del costo della vita e dalle difficoltà quotidiane di molte persone.

La stanchezza e l’esasperazione di chi vive situazioni difficili possono alimentare la protesta, ma non cancellano il diritto dei commercianti a lavorare in sicurezza.

Alla vigilia del corteo, gli esercenti chiedono quindi maggiori garanzie per evitare tensioni e danni. La sfida sarà tutelare il diritto di manifestare senza compromettere la sicurezza delle persone e la continuità delle attività economiche del centro cittadino.

Redazione

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