Il Tribunale di Bari ha assolto Paolo Pate dall’accusa di false comunicazioni sociali con la formula “perché il fatto non sussiste”. La decisione è stata pronunciata il 22 ottobre dal collegio della seconda sezione penale, al termine del procedimento che aveva coinvolto il commercialista, già presidente dell’Area di sviluppo industriale (Asi) e di Amiu Puglia.
La sentenza chiude una vicenda giudiziaria che aveva avuto ripercussioni anche sul percorso professionale e istituzionale di Pate. Nell’aprile 2024, infatti, dopo il rinvio a giudizio, il commercialista aveva deciso di lasciare la presidenza dell’azienda pubblica che si occupa della gestione dei rifiuti.
Assistito dall’avvocata Sabrina Susinno, Pate ha scelto di rinunciare alla prescrizione maturata nel corso del procedimento, chiedendo che il tribunale si pronunciasse nel merito delle contestazioni. La sua decisione ha consentito di arrivare a una sentenza di assoluzione, anziché chiudere il caso per il decorso dei termini previsti dalla legge.
Un esito che, secondo quanto riferito al termine del processo, è stato sostenuto anche dalla posizione della Procura. Al termine dell’istruttoria dibattimentale, infatti, il pubblico ministero aveva chiesto l’assoluzione dell’imputato.
Al centro del procedimento non c’erano le scelte amministrative compiute durante la presidenza di Amiu Puglia, ma alcuni atti riconducibili all’attività privata di Pate come commercialista.
L’inchiesta aveva preso avvio da una querela presentata dall’ex moglie di Alceste Cavallari. Oltre a Pate, la vicenda giudiziaria aveva coinvolto anche i fratelli Alceste e Marco Cavallari.
Le contestazioni riguardavano, in particolare, la trasmissione all’Agenzia delle Entrate e al Registro delle imprese di due scritture relative alla cessione di quote societarie. I documenti in questione risalivano al periodo compreso tra febbraio e aprile 2018.
Il procedimento, dunque, non riguardava la gestione di Amiu Puglia, elemento importante per distinguere le accuse oggetto del processo dalle responsabilità connesse all’incarico ricoperto dal professionista alla guida dell’azienda.
La pronuncia del Tribunale ha stabilito che il fatto contestato non sussiste, accogliendo così una formula assolutoria nel merito.
Il rinvio a giudizio aveva avuto conseguenze sul piano istituzionale. Nell’aprile 2024, Pate aveva infatti rimesso il proprio mandato, lasciando la guida di Amiu Puglia in una fase caratterizzata da un acceso dibattito politico.
Nel motivare la scelta, il commercialista aveva richiamato il clima di quelle settimane e la volontà di evitare possibili imbarazzi alle amministrazioni comunali di Bari e Foggia. Per questo aveva rimesso l’incarico nelle mani dell’allora sindaco di Bari, Antonio Decaro.
Pate aveva inoltre precisato che il reato contestato non figurava tra quelli per i quali la Carta di Pisa prevedeva un impegno alle dimissioni in caso di rinvio a giudizio. Aveva anche ricordato che, già durante l’udienza preliminare, il pubblico ministero aveva chiesto il non luogo a procedere nei suoi confronti.
La scelta di lasciare la presidenza era arrivata quindi nel contesto delle ripercussioni politiche legate alla vicenda giudiziaria, pur in presenza di contestazioni riferite alla sua attività professionale privata.
Nel corso del processo, la prescrizione era maturata prima della conclusione definitiva del procedimento. Pate, tuttavia, ha deciso di rinunciarvi per ottenere una pronuncia sulle accuse formulate nei suoi confronti.
La strategia ha portato il caso davanti al collegio giudicante della seconda sezione penale del Tribunale di Bari, che il 22 ottobre ha pronunciato la sentenza di assoluzione con la formula “perché il fatto non sussiste”.
La Procura, al termine dell’istruttoria, aveva già espresso una richiesta favorevole all’assoluzione. La decisione è stata quindi accolta come il riconoscimento dell’estraneità di Pate ai fatti contestati, posizione che il professionista aveva sostenuto fin dall’inizio del procedimento.
Con la sentenza, si conclude una vicenda che aveva avuto conseguenze sull’incarico alla guida di Amiu Puglia, pur senza riguardare direttamente la gestione dell’azienda. L’assoluzione rappresenta l’esito del processo relativo alle operazioni societarie del 2018 e alle comunicazioni trasmesse agli organismi competenti.
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