Sanità in Puglia, case e ospedali di comunità tra ritardi e carenza di personale

Sotto esame lo stato di avanzamento delle strutture finanziate dal Pnrr. La Regione punta a completare gli interventi entro il 2026, ma restano criticità nei cantieri e nell'attivazione dei servizi. Scontro in Commissione sanità tra maggioranza e opposizione

La realizzazione della nuova rete sanitaria territoriale in Puglia procede tra interventi completati, cantieri ancora aperti e difficoltà legate alla disponibilità di personale. Il principale interrogativo riguarda il numero effettivo di case e ospedali di comunità già in grado di accogliere i pazienti, al di là degli obiettivi amministrativi raggiunti e delle opere rendicontate attraverso i finanziamenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La questione è tornata al centro del dibattito politico regionale durante un’audizione della Commissione sanità del Consiglio pugliese, presieduta da Felice Spaccavento. A riferire sullo stato degli interventi è stato l’assessore regionale alla Salute, Donato Pentassuglia, chiamato a fornire chiarimenti su richiesta dei capigruppo di Fratelli d’Italia e Lega, rispettivamente Paolo Pagliaro e Fabio Romito.

L’obiettivo della seduta era verificare l’avanzamento delle opere, individuare i territori maggiormente in difficoltà e conoscere le previsioni di completamento delle strutture sanitarie. Il confronto ha tuttavia evidenziato una distanza tra i risultati comunicati dall’amministrazione regionale e le richieste di chiarimento avanzate dall’opposizione.

Ospedali di comunità, otto strutture completate ma senza personale

Uno degli elementi più significativi emersi dalla documentazione regionale riguarda gli ospedali di comunità che, pur avendo concluso gli interventi edilizi e le operazioni di allestimento, non risultano ancora attivi.

Secondo quanto riferito dal presidente della Commissione, otto ospedali di comunità non possono entrare in funzione per l’assenza delle figure professionali necessarie. Sei strutture si trovano nel territorio dell’Asl di Foggia, mentre le altre due appartengono all’Asl di Taranto.

La situazione mette in evidenza una criticità che va oltre la realizzazione materiale degli edifici. L’apertura dei nuovi presidi richiede infatti la presenza di medici, infermieri e operatori sanitari, oltre all’organizzazione dei servizi destinati ai cittadini.

Spaccavento ha richiamato l’attenzione sulla necessità di accompagnare gli investimenti infrastrutturali con misure adeguate sul versante occupazionale. Secondo il presidente, il Governo nazionale dovrebbe intervenire attraverso un rafforzamento stabile delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale e una revisione dei limiti che condizionano le assunzioni nelle amministrazioni regionali.

Il rischio è quello di disporre di strutture nuove e attrezzate che non riescono a garantire assistenza sanitaria per la mancanza di personale.

I dati regionali: 85 case di comunità a target e nuovi interventi entro dicembre

Nel corso dell’audizione, Pentassuglia ha illustrato il percorso di rimodulazione degli obiettivi del Pnrr, avviato attraverso interlocuzioni con il Ministero competente e Palazzo Chigi.

La revisione ha consentito alla Regione di rispettare la scadenza del 30 giugno prevista per la salvaguardia delle risorse. Nell’ambito di questo percorso, il numero dei siti considerati è passato da 83 a 85.

Dal quadro presentato in Commissione risultano 85 case della comunità che hanno raggiunto il target previsto, rispetto a un obiettivo rimodulato di 92 strutture. La programmazione indica inoltre 48 ulteriori attivazioni entro dicembre 2026, mentre 27 interventi sono destinati a proseguire nel 2027.

Per quanto riguarda gli ospedali di comunità, i dati riportano otto strutture a target, altre 21 previste entro la conclusione del 2026 e 14 interventi con completamento programmato nel 2027.

Si tratta di numeri riferiti a differenti fasi di avanzamento del programma, che non coincidono necessariamente con l’effettiva apertura dei presidi al pubblico.

L’assessore ha annunciato anche la disponibilità di un elenco dettagliato contenente le sedi e gli indirizzi delle strutture, distinguendo le case dagli ospedali di comunità.

Cantieri in ritardo, maggiori difficoltà nella provincia di Lecce

Le verifiche condotte da Asset sui singoli interventi hanno permesso di ricostruire le condizioni dei cantieri distribuiti sul territorio regionale.

Le criticità più rilevanti sono state individuate nella provincia di Lecce, dove i ritardi hanno alimentato ulteriori richieste di chiarimento sui tempi di consegna e sull’effettiva disponibilità dei servizi.

Pentassuglia ha espresso fiducia nella possibilità di rispettare gli impegni contrattuali e completare le opere previste entro la fine del 2026, anche attraverso il sostegno alle strutture tecniche delle aziende sanitarie locali.

Per gli interventi che non riusciranno a rispettare le scadenze, la Regione ha prospettato il ricorso a ulteriori canali finanziari, tra cui il Fondo per lo sviluppo e la coesione e le risorse riconducibili all’ex articolo 20.

Questa soluzione dovrebbe consentire di proseguire i lavori senza compromettere la distribuzione territoriale dei presidi.

L’assessore si è inoltre impegnato a trasmettere alla Commissione un documento riepilogativo sull’evoluzione degli obiettivi tra giugno e agosto, accompagnato dalle previsioni aggiornate alla conclusione dell’anno.

Il coordinamento coinvolge il Dipartimento regionale, Asset e le direzioni delle Asl, con una programmazione complessiva che interessa oltre 120 strutture e punta a integrare assistenza territoriale, continuità delle cure ed emergenza-urgenza.

Fratelli d’Italia contesta i dati: servono risposte sulle aperture effettive

Le spiegazioni fornite dall’assessore non hanno dissipato le perplessità dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia.

Il gruppo guidato da Paolo Pagliaro ha contestato soprattutto la mancanza di informazioni considerate decisive per valutare l’efficacia degli investimenti.

Secondo l’opposizione, conoscere il numero delle strutture rendicontate non equivale a sapere quanti presidi siano realmente funzionanti.

I consiglieri hanno chiesto di distinguere gli immobili completati da quelli già dotati di arredi, attrezzature diagnostiche, medici e infermieri. La disponibilità di questi elementi viene considerata indispensabile per garantire concretamente l’assistenza primaria alla popolazione.

Fratelli d’Italia ha inoltre rivendicato il ruolo del Governo Meloni e del vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, nella ridefinizione degli obiettivi concordati con Bruxelles.

Nella ricostruzione proposta dal gruppo, il passaggio a una valutazione nazionale dei target avrebbe contribuito a tutelare la Puglia dal rischio di perdere i finanziamenti, grazie anche ai risultati raggiunti da altre regioni.

Le risorse Pnrr destinate alla medicina territoriale pugliese ammontano complessivamente a circa 400 milioni di euro, secondo quanto riportato dai consiglieri di opposizione.

Il gruppo ha annunciato ulteriori verifiche sui documenti regionali e sopralluoghi nelle strutture, con l’intenzione di accertare direttamente le condizioni dei presidi e la reale disponibilità dei servizi.

Tensione tra Pentassuglia e Pagliaro, seduta sospesa per alcuni minuti

Il confronto politico ha registrato anche momenti di forte tensione.

Durante le domande relative alle strutture sanitarie della provincia di Lecce, il dibattito tra l’assessore Pentassuglia e il capogruppo di Fratelli d’Italia Pagliaro si è trasformato in un acceso scambio verbale.

Il presidente Spaccavento è intervenuto richiamando il consigliere e, successivamente, ha disposto una breve sospensione dei lavori della Commissione.

L’episodio ha evidenziato il clima di contrapposizione che accompagna il monitoraggio degli investimenti sanitari, soprattutto in relazione alle scadenze del Pnrr e alla concreta attivazione dei nuovi servizi territoriali.

La Commissione proseguirà le verifiche Asl per Asl

Dopo l’acquisizione del report regionale aggiornato al 30 settembre, Spaccavento ha sottolineato l’importanza di utilizzare i dati disponibili per individuare gli interventi ancora problematici e accelerare le procedure dove possibile.

Il presidente ha ribadito che il controllo istituzionale dovrà riguardare sia lo stato dei lavori sia le condizioni necessarie per rendere operative le strutture.

Il programma di approfondimento prevede l’esame della situazione di due aziende sanitarie locali per volta, così da analizzare in maniera dettagliata i cantieri, le difficoltà organizzative e le prospettive di apertura.

La verifica consentirà anche di distinguere gli eventuali ritardi infrastrutturali dalle problematiche relative agli organici e alla disponibilità delle prestazioni.

Resta quindi centrale il rapporto tra gli investimenti programmati e la capacità del sistema sanitario regionale di trasformarli in servizi accessibili.

La sfida per la Puglia non riguarda soltanto il completamento delle case e degli ospedali di comunità, ma soprattutto la loro effettiva entrata in funzione, con personale adeguato e prestazioni sanitarie disponibili per i cittadini.

Redazione

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