Ampliare l’accesso agli asili nido e offrire una risposta concreta alle centinaia di famiglie ancora in attesa di un posto. È questo uno degli obiettivi dell’amministrazione comunale di Bari, che ha programmato l’attivazione di quattro nuove strutture educative entro gennaio, con un incremento complessivo di 150 posti disponibili per i bambini della città.
Il potenziamento della rete comunale rappresenta una prima risposta a una domanda che continua a superare l’offerta. Secondo i dati illustrati dall’assessore alla Conoscenza, Vito Lacoppola, sarebbero infatti tra 600 e 700 le famiglie attualmente inserite nelle liste d’attesa per accedere ai servizi educativi destinati alla prima infanzia.
Il progetto dell’amministrazione non si esaurirà con le prossime inaugurazioni. La programmazione comunale prevede un ulteriore ampliamento delle strutture, con l’intenzione di arrivare progressivamente a raddoppiare il numero dei nidi presenti sul territorio.
Altri tre asili potrebbero entrare in funzione a partire dall’anno educativo 2027-2028, mentre ulteriori interventi saranno subordinati all’individuazione di nuove risorse economiche e finanziamenti.
Nuove assunzioni negli asili comunali: in arrivo 20 educatori
L’apertura delle nuove sedi sarà accompagnata da un rafforzamento degli organici. Il Comune di Bari ha già portato a termine le procedure amministrative necessarie all’inserimento di otto nuovi educatori, ai quali se ne aggiungeranno altri dodici attraverso lo scorrimento delle graduatorie esistenti.
Complessivamente, dunque, saranno venti le nuove unità di personale educativo destinate a sostenere l’espansione del servizio.
La questione occupazionale è stata affrontata durante una seduta della Commissione comunale sul Personale, presieduta da Antonio Bozzo, alla quale hanno partecipato l’assessore Vito Lacoppola e la dirigente comunale Cristina Di Pierro.
L’incontro è stato convocato anche per approfondire alcune criticità segnalate dalle organizzazioni sindacali, in particolare quelle riguardanti la distribuzione del personale e il numero di bambini affidati a ciascun educatore.
L’amministrazione ha confermato la volontà di conservare la gestione diretta dei servizi educativi comunali, un modello organizzativo che, secondo quanto evidenziato dall’assessore, ha registrato livelli elevati di apprezzamento da parte delle famiglie.
Per sostenere le successive aperture, tuttavia, potrebbe rendersi necessario predisporre un piano di reclutamento più ampio, capace di garantire personale sufficiente anche nelle strutture previste nei prossimi anni.
Dove apriranno i quattro nuovi asili nido a Bari
Le nuove strutture saranno distribuite in differenti zone del capoluogo pugliese, con l’obiettivo di incrementare la disponibilità di posti e rendere il servizio maggiormente accessibile nei quartieri interessati.
Le sedi individuate sono:
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La Nave, in via Lanave, nel quartiere San Paolo.
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Le Fiabe, in via Minervino, nella zona 167 di Palese.
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La Rondine, in via Gentile, nel quartiere Japigia, nei pressi della sede del Consiglio regionale.
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Policlinico, all’interno dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Bari.
L’attivazione dei quattro nidi consentirà di distribuire i nuovi posti tra diverse aree urbane, contribuendo a rafforzare una rete educativa che l’amministrazione intende ulteriormente sviluppare.
Rapporto tra educatori e bambini: cosa cambierà nelle strutture
Uno degli aspetti maggiormente discussi riguarda la revisione dei parametri utilizzati per stabilire quanti bambini potranno essere seguiti da ciascun educatore.
Per la fascia di età compresa tra zero e un anno non sono previste modifiche: continuerà a essere garantito un educatore ogni cinque bambini.
Per le altre fasce, invece, l’organizzazione subirà alcuni cambiamenti. Nel gruppo dei bambini tra uno e due anni il rapporto passerà da un educatore ogni sei piccoli a uno ogni sette. Per quelli tra due e tre anni, invece, si passerà da uno ogni sei a uno ogni otto.
Secondo i dati presentati in Commissione, i nuovi parametri resteranno comunque al di sotto dei limiti massimi stabiliti dalla normativa regionale per queste ultime due fasce, che prevedono rispettivamente un educatore ogni otto bambini e uno ogni dieci.
La rimodulazione, pur rientrando nei valori consentiti, ha sollevato perplessità tra i rappresentanti dei lavoratori, preoccupati per le possibili ripercussioni sull’organizzazione quotidiana delle attività educative.
La posizione della Cgil: richieste garanzie su personale e qualità educativa
Il progetto di ampliamento degli asili comunali ha provocato la reazione della Fp Cgil Puglia, che ha organizzato un’iniziativa di protesta e distribuzione di volantini davanti ad alcune strutture educative cittadine.
Al centro della mobilitazione non vi è la realizzazione dei nuovi nidi, considerata un intervento necessario per rispondere alle esigenze delle famiglie, ma la scelta di modificare il rapporto numerico tra personale e bambini.
Il segretario sindacale Antonello Barnabà ha sottolineato come l’incremento dei posti debba procedere insieme a un’adeguata programmazione delle risorse umane, evitando che l’estensione del servizio comporti un aumento eccessivo dei carichi di lavoro.
La richiesta rivolta al sindaco e all’amministrazione comunale è di mantenere gli attuali rapporti numerici, avviando contemporaneamente un confronto sulle assunzioni, sulla gestione delle attività e sulle condizioni operative degli educatori.
Il sindacato ha inoltre annunciato la disponibilità a proseguire la mobilitazione qualora il Comune confermasse la rimodulazione prevista.
La vertenza potrebbe arrivare anche alla proclamazione di uno sciopero. I rappresentanti dei lavoratori sono infatti in attesa di una convocazione da parte della Prefettura per affrontare la questione.
Il futuro dei servizi educativi comunali
Il confronto tra amministrazione e organizzazioni sindacali accompagnerà quindi una fase di trasformazione della rete degli asili nido baresi.
Da una parte, il Comune intende aumentare la capacità di accoglienza e ridurre progressivamente le liste d’attesa, garantendo a un numero maggiore di famiglie l’accesso a un servizio pubblico essenziale. Dall’altra, i rappresentanti sindacali chiedono che il potenziamento sia sostenuto da organici adeguati e dal mantenimento degli standard educativi attuali.
Le venti assunzioni programmate e l’attivazione delle quattro nuove sedi rappresentano i primi interventi di questo percorso. Resterà da definire, attraverso la successiva programmazione amministrativa, come assicurare la copertura del personale anche per le ulteriori strutture previste.
L’obiettivo dichiarato è costruire una rete di asili nido più capillare, capace di rispondere alla domanda delle famiglie senza compromettere la qualità dell’assistenza e dell’educazione nella prima infanzia.
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