Palaflorio di Bari, polemiche sulla gestione: sotto esame concessione e ricavi

Il servizio di Quarta Repubblica riaccende il confronto politico sull'affidamento del palazzetto di Japigia. Fratelli d'Italia chiede chiarimenti sui rapporti tra amministrazione e gestori, mentre emergono i dati economici della concessione

palaflorio

La gestione del Palaflorio di Bari torna al centro del dibattito politico cittadino dopo un approfondimento televisivo trasmesso da Quarta Repubblica, il programma di Rete 4 condotto da Nicola Porro. Il servizio ha acceso i riflettori sulle modalità di affidamento della struttura sportiva e sui rapporti tra i soggetti coinvolti nella concessione e l’ambiente politico locale.

Al centro della discussione figurano la durata dell’affidamento, i contributi economici riconosciuti dal Comune e le previsioni finanziarie legate all’utilizzo dell’impianto. La vicenda ha provocato la reazione di Fratelli d’Italia, che ha sollecitato chiarimenti sulla gestione di uno dei principali spazi pubblici destinati a manifestazioni sportive e spettacoli in Puglia.

Palaflorio, quanto vale la gestione dell’impianto

Il palazzetto situato nel quartiere Japigia rappresenta una delle strutture più importanti del territorio regionale per la realizzazione di eventi di grandi dimensioni. Nel corso degli anni ha ospitato concerti, competizioni sportive, manifestazioni fieristiche e procedure concorsuali, consolidando il proprio ruolo nel panorama degli appuntamenti organizzati nel capoluogo pugliese.

L’attività della struttura è regolata da un Piano Economico Finanziario che contiene le stime relative alle entrate e alle spese previste durante il periodo di concessione.

Secondo quanto riportato nel documento, i ricavi collegati alle attività dell’impianto potrebbero raggiungere i 170mila euro nel 2029. A queste risorse si aggiungerebbero gli introiti derivanti dalla valorizzazione degli spazi commerciali e dalla raccolta pubblicitaria.

Considerando le diverse fonti di guadagno, le previsioni economiche indicano entrate annuali complessive fino a circa 430mila euro. Si tratta di valori inseriti nella programmazione finanziaria e non necessariamente coincidenti con gli incassi effettivamente realizzati.

I costi previsti e il contributo del Comune di Bari

Accanto ai ricavi, il piano economico contempla una serie di uscite necessarie a garantire il funzionamento del complesso.

Una delle principali voci riguarda il personale, con costi che potrebbero arrivare a 185mila euro all’anno una volta raggiunto il pieno regime delle attività.

Un’altra componente significativa è rappresentata dalle utenze, per le quali viene stimata una spesa di circa 110mila euro annui. Il quadro finanziario comprende inoltre gli oneri relativi ai servizi affidati a soggetti esterni e alle iniziative di comunicazione.

Nella gestione economica rientra anche il sostegno dell’amministrazione comunale, quantificato in circa 47mila euro ogni anno.

Proprio su questo aspetto è intervenuto il sindaco di Bari, Vito Leccese, durante il servizio televisivo. Il primo cittadino ha spiegato che il contributo riconosciuto al Palaflorio rientra nelle modalità adottate per altre strutture comunali assegnate attraverso procedure di gara.

Secondo quanto illustrato dal sindaco, tali risorse sono destinate a sostenere le necessità di manutenzione e gestione degli impianti, nell’ambito delle condizioni previste dagli affidamenti.

Concessione fino al 2030: chi gestisce il palazzetto

L’attuale assetto amministrativo del Palaflorio deriva da una concessione che copre il periodo dal 2021 al 2030.

La gestione è stata affidata a un raggruppamento temporaneo di imprese composto da ssd Club Atletico Bari Volley Srl, Bass Culture Srl e Italstage Srl.

Il valore dell’affidamento indicato nella documentazione supera 2,7 milioni di euro, oltre Iva.

La presenza di più operatori nel raggruppamento riguarda un impianto che, oltre alla funzione sportiva, svolge un ruolo rilevante nell’organizzazione di spettacoli e altre iniziative aperte al pubblico.

È proprio l’insieme delle attività ospitate, delle risorse economiche coinvolte e della durata della concessione ad aver riportato l’attenzione sulle condizioni che regolano l’utilizzo della struttura.

Fratelli d’Italia chiede chiarimenti dopo il servizio televisivo

La trasmissione di Rete 4 ha suscitato una presa di posizione da parte di Fratelli d’Italia Bari, attraverso una nota diffusa dalla coordinatrice cittadina Antonella Lella.

L’esponente politica ha espresso forti perplessità sulla gestione del patrimonio pubblico cittadino, sostenendo che quanto emerso dal servizio televisivo meriti ulteriori approfondimenti.

In particolare, Lella ha contestato quella che, secondo la sua interpretazione, sarebbe una continuità gestionale collegata a figure politicamente vicine al centrosinistra.

Le osservazioni della coordinatrice riguardano quindi non soltanto gli aspetti economici della concessione, ma anche l’opportunità politica e la trasparenza dei rapporti tra amministrazione pubblica e soggetti affidatari.

Si tratta di contestazioni avanzate nell’ambito del confronto politico, che non costituiscono di per sé un accertamento di irregolarità nella procedura di affidamento.

Il riferimento alla candidatura di Manio Marrone nel 2014

Tra gli elementi richiamati durante l’approfondimento televisivo compare anche il percorso politico di Manio Marrone, indicato nel servizio come gestore del Palaflorio.

L’attenzione si è concentrata sulla sua partecipazione alle elezioni amministrative baresi del 2014, quando risultava candidato nella lista Semplicittà, appartenente all’area del centrosinistra.

Quella candidatura non portò all’elezione di Marrone in Consiglio comunale. La stessa lista, inoltre, non riuscì a ottenere rappresentanti nell’assemblea cittadina.

Il precedente elettorale è stato ripreso da Fratelli d’Italia nell’ambito delle proprie critiche alla gestione dell’impianto. La candidatura politica, tuttavia, non dimostra da sola l’esistenza di anomalie nell’affidamento, per la cui valutazione sarebbero necessari elementi specifici relativi alla procedura amministrativa.

Il futuro del Palaflorio tra attività pubbliche e confronto politico

La discussione sulla concessione coinvolge una struttura che riveste un ruolo strategico nell’offerta sportiva, culturale e di intrattenimento della città.

Il Palaflorio costituisce infatti un punto di riferimento per manifestazioni che richiedono spazi coperti di grandi dimensioni, contribuendo alla capacità di Bari di ospitare appuntamenti di richiamo regionale e nazionale.

Il confronto aperto dal servizio di Quarta Repubblica riguarda soprattutto la sostenibilità economica della gestione, l’impiego delle risorse comunali e le modalità con cui vengono amministrati gli impianti pubblici.

Mentre la concessione attualmente in vigore ha come scadenza il 2030, le richieste di chiarimento avanzate dall’opposizione riportano l’attenzione sulla documentazione economica e amministrativa relativa al palazzetto.

La vicenda resta così al centro del dibattito cittadino, tra le contestazioni politiche sollevate da Fratelli d’Italia e le spiegazioni fornite dall’amministrazione comunale sulle finalità del contributo destinato alla struttura.

Redazione

Seguici su

Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

I piccoli frequentano una scuola di Japigia e sono stati trasferiti al Giovanni XXIII: analisi...
Aeroporti di Puglia segnala possibili difficoltà nelle forniture a causa della protesta dei lavoratori dell’ex...
Cinque tavoli rimasti vuoti nonostante le prenotazioni e numerosi clienti mandati via. Il titolare di...

Altre notizie