Bari, medico accusato di violenza sessuale: chiesto il rinvio a giudizio

La Procura contesta a un medico di medicina generale un episodio che sarebbe avvenuto durante una visita nell’ottobre 2024. Il professionista ha respinto le accuse. L’udienza preliminare è fissata per il 2 dicembre 2026.

La Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio di un medico di medicina generale, accusato di violenza sessuale nei confronti di una propria paziente. I fatti contestati risalirebbero all’8 ottobre 2024, quando la donna si sarebbe recata nell’ambulatorio del professionista per alcuni problemi respiratori e per ottenere prescrizioni farmacologiche.

Il procedimento è coordinato dal sostituto procuratore Giovanni Calamita. Al sanitario viene contestato il reato di violenza sessuale mediante abuso di autorità, previsto dall’articolo 609-bis del codice penale. Il medico ha respinto le accuse durante l’interrogatorio, fornendo una versione dei fatti diversa da quella della paziente.

Secondo quanto riferito dalla donna, durante l’appuntamento il medico avrebbe compiuto atti sessuali senza il suo consenso, approfittando della propria posizione professionale e del rapporto fiduciario instaurato con la paziente.

La denuncia è stata presentata il 24 ottobre 2024, poco più di due settimane dopo l’episodio contestato. La donna avrebbe raccontato quanto accaduto ai familiari e ad altre persone, riferendo di essere rimasta profondamente turbata.

Nel corso delle indagini, gli inquirenti hanno raccolto la testimonianza della persona offesa e le dichiarazioni di diversi testimoni. La paziente è assistita dall’avvocato Filippo Sportelli, del Foro di Bari.

Nonostante il diniego del professionista, la Procura ha ritenuto di chiedere il rinvio a giudizio per consentire al giudice di valutare gli elementi raccolti durante le indagini.

La richiesta sarà esaminata il 2 dicembre 2026, davanti al giudice per l’udienza preliminare Francesco Vittorio Rinaldi del Tribunale di Bari. Spetterà al gup decidere se disporre il processo.

La vicenda resta nella fase preliminare del procedimento penale. Le contestazioni dovranno essere verificate nelle sedi competenti e la richiesta di rinvio a giudizio non equivale a una condanna. Il medico resta presunto innocente fino a un eventuale accertamento definitivo della responsabilità.

Redazione

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