La Corte di Cassazione ha confermato l’esito del processo per il tragico incidente ferroviario avvenuto il 12 luglio 2016 sulla linea Andria-Corato, dove lo scontro tra due convogli causò la morte di 23 persone e il ferimento di altre 51.
La Suprema Corte ha reso definitive le condanne inflitte ai due ferrovieri ritenuti responsabili della tragedia e ha confermato le assoluzioni di Ferrotramviaria e di due dirigenti della società.
La decisione rappresenta l’ultimo passaggio del procedimento giudiziario relativo allo scontro avvenuto sulla tratta ferroviaria a binario unico nel territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani.
Confermate le pene per i due ferrovieri
La Cassazione ha confermato le condanne già stabilite nei precedenti gradi di giudizio nei confronti del capostazione di Andria e del capotreno coinvolti nella gestione del traffico ferroviario quel giorno.
Per il capostazione di Andria è stata confermata la pena di 6 anni e 3 mesi di reclusione, mentre il capotreno è stato condannato a 6 anni e 9 mesi. Le responsabilità riconosciute nei confronti dei due operatori riguardano la tragica sequenza di eventi che portò alla collisione tra i due treni sulla linea a binario unico.
Assolti Ferrotramviaria e due manager
La Suprema Corte ha invece confermato le assoluzioni pronunciate nei confronti della società Ferrotramviaria e di due suoi dirigenti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal procuratore generale, che chiedeva l’annullamento della sentenza di assoluzione.
Seguici su
Aggiungi baritomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.