Secondo la sua ricostruzione, mentre percorreva la strada di casa, la donna, sarebbe stata spinta contro un muro da un uomo che appariva in stato di alterazione. L’individuo, avrebbe iniziato a gridare qualcosa che lei non è riuscita a comprendere. Spaventata, Valeria avrebbe scelto di allontanarsi rapidamente, senza riuscire a reagire.
L’episodio le avrebbe lasciato dolore a una spalla e alcuni tremori, ma soprattutto un forte senso di smarrimento. A colpirla, infatti, è stata la paura provata proprio nelle strade che conosce da sempre e che aveva percorso anche di notte senza particolari timori.
Nel suo racconto, ha ricordato il profondo legame con Madonnella, quartiere popolare e multietnico nel quale è cresciuta. Dopo alcuni anni trascorsi fuori Bari per l’università, aveva scelto di tornare nella propria città.
La donna ha inoltre ripercorso le proprie abitudini del passato, ricordando di aver lavorato in locali che chiudevano nelle ore notturne e di essere rientrata più volte a casa da sola anche a tarda ora. Una sicurezza che, dopo l’episodio, sembra essere stata messa in discussione.
La donna ha sottolineato anche l’orario dell’accaduto e il fatto che stesse semplicemente tornando a casa, indossando jeans lunghi e una camicia a maniche lunghe. Un dettaglio inserito nel racconto per evidenziare come l’abbigliamento non possa rappresentare una spiegazione o una giustificazione per un’aggressione.
A distanza dall’episodio, le conseguenze fisiche riportate sono state limitate a una spalla dolorante e a qualche tremore. Più profondo, invece, appare il segno lasciato dalla paura: per la prima volta, quelle strade familiari sono diventate per lei un luogo in cui sentirsi vulnerabile.
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