La crisi dell’olivicoltura torna al centro della mobilitazione in Puglia. Produttori, frantoiani, agricoltori, cooperative e operatori della filiera sono pronti a scendere in piazza per chiedere risposte concrete alle istituzioni e misure capaci di sostenere un settore alle prese con difficoltà economiche sempre più pesanti. A promuovere le iniziative è il Comitato Orgoglio Olivicolo, che ha predisposto un calendario di presidi destinato, in assenza di risposte, ad allargarsi oltre i confini regionali.
Tra le principali richieste rivolte al Governo figura il riconoscimento dello stato di crisi dell’olivicoltura e, più in generale, dell’intero comparto agricolo, con la conseguente attivazione degli strumenti di sostegno previsti. Il Comitato sollecita inoltre l’introduzione immediata del documento di trasporto elettronico, una misura già adottata nel settore vitivinicolo e ritenuta necessaria anche per la filiera dell’olio.
Un altro punto considerato prioritario riguarda il rafforzamento dei controlli contro le frodi su scala nazionale. Gli operatori chiedono un sistema di verifiche effettivo e trasparente, accompagnato da interventi specifici per il ritiro e lo stoccaggio dell’olio di nuova produzione. L’obiettivo è contribuire a sostenere il prezzo riconosciuto ai produttori, utilizzando gli strumenti contemplati dalla normativa comunitaria, e contemporaneamente garantire un adeguato supporto finanziario ai frantoi.
Il caro carburante aggrava le difficoltà del settore
Ad aumentare la pressione sulle aziende agricole c’è anche il costo del carburante. Secondo Orgoglio Olivicolo, l’incremento delle spese energetiche rischia di diventare un ulteriore elemento di sofferenza per imprese che si trovano già in condizioni economiche delicate.
Per questo motivo il Comitato chiede alla Regione Puglia di predisporre misure compensative specifiche contro il caro carburante, da affiancare agli altri interventi contenuti nella piattaforma elaborata dagli operatori. La protesta, infatti, non viene circoscritta esclusivamente all’olivicoltura, ma punta a coinvolgere le diverse componenti del mondo agricolo.
L’avvicinarsi della raccolta delle olive rende, secondo i promotori, ancora più urgente l’intervento delle istituzioni. Il timore espresso dalla filiera è che una nuova campagna possa iniziare senza strumenti sufficienti per tutelare la redditività delle aziende e il lavoro degli operatori.
Da Corato a Bari, il calendario dei presidi
La prima tappa della mobilitazione è prevista giovedì 8 ottobre a Corato, dove alle 17 si terrà un presidio davanti alla sede del Comune. Il giorno successivo, venerdì 9 ottobre, sempre alle 17, la protesta raggiungerà Bitonto, con un’altra manifestazione davanti al municipio.
Il momento centrale è invece programmato per lunedì 12 ottobre a Bari. Dalle 9:30 olivicoltori, frantoiani, agricoltori appartenenti ai diversi comparti e rappresentanti delle cooperative si ritroveranno nella piazza davanti alla Prefettura.
Alla mobilitazione sono stati invitati anche i sindaci dell’Area Metropolitana di Bari e gli amministratori degli altri Comuni pugliesi, ai quali viene chiesto di manifestare vicinanza alle istanze del settore.
L’ultimatum alle istituzioni e l’ipotesi Roma
Il Comitato ha fissato una scadenza precisa. Entro le 12 di lunedì 12 ottobre sono attese risposte da Governo e Regione Puglia sulle rivendicazioni avanzate dalla filiera. In caso contrario, i rappresentanti di Orgoglio Olivicolo intendono consegnare formalmente le proprie richieste al Prefetto e proseguire con le iniziative di protesta.
Il progetto prevede un progressivo ampliamento della mobilitazione. Dopo i primi appuntamenti pugliesi, i presidi potrebbero raggiungere altri Comuni della regione e successivamente interessare le altre aree del Mezzogiorno, coinvolgendo realtà agricole accomunate dalle stesse difficoltà.
Il passaggio conclusivo annunciato dal Comitato potrebbe essere una grande manifestazione nazionale a Roma, qualora il confronto con le istituzioni non producesse risultati ritenuti adeguati.
Orgoglio Olivicolo definisce la protesta una battaglia per la dignità e la sopravvivenza economica dell’intero comparto. L’obiettivo dichiarato è portare all’attenzione delle istituzioni una situazione considerata non più rinviabile e ottenere provvedimenti che intervengano sia sulle emergenze immediate sia sulle criticità strutturali della filiera.
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