Tumore gastrico, nuova strategia terapeutica studiata al De Bellis

La ricerca dell’Irccs di Castellana Grotte punta sulla combinazione di due molecole per interferire con i sistemi di sopravvivenza delle cellule tumorali e favorire terapie più selettive

Una possibile nuova strada per il trattamento del tumore gastrico arriva dall’Irccs De Bellis di Castellana Grotte, dove un gruppo di ricercatori ha studiato una strategia basata sull’impiego combinato di due molecole biologiche. L’obiettivo è agire contemporaneamente su differenti processi indispensabili alla sopravvivenza delle cellule maligne, sfruttandone specifiche vulnerabilità.

Il lavoro scientifico è stato pubblicato sul Journal of Experimental & Clinical Cancer Research, rivista internazionale appartenente al gruppo Springer Nature. Al centro dell’indagine c’è il principio della cosiddetta letalità sintetica, un approccio che prevede di interferire simultaneamente con due differenti meccanismi cellulari per ottenere un effetto antitumorale più incisivo.

Il ruolo di SMYD3 e dei PARP-inibitori

I ricercatori hanno concentrato l’attenzione sulla proteina SMYD3 e sulla sua inibizione in associazione con i farmaci PARP-inibitori. Secondo quanto emerso dallo studio, l’azione congiunta comprometterebbe i sistemi attraverso i quali le cellule tumorali riescono a riparare i danni al proprio DNA.

In questo modo, due interventi differenti finiscono per convergere sullo stesso risultato: rendere più difficile la sopravvivenza delle cellule maligne interferendo con meccanismi fondamentali per la loro capacità di resistere ai danni cellulari.

I risultati sono stati verificati anche attraverso organoidi ottenuti da pazienti, modelli sperimentali che consentono di riprodurre in laboratorio alcune caratteristiche biologiche dei tumori. I dati raccolti indicano quindi una possibile prospettiva per sviluppare trattamenti mirati destinati a una parte dei pazienti affetti da carcinoma gastrico.

La strategia potrebbe inoltre contribuire, qualora le successive fasi di ricerca ne confermassero efficacia e applicabilità clinica, a limitare il ricorso alla chemioterapia in specifici gruppi di pazienti.

Uno degli elementi utilizzati nella combinazione terapeutica ha una storia strettamente collegata allo stesso istituto pugliese: una delle molecole è stata infatti sviluppata e brevettata al De Bellis. Dopo gli studi già effettuati nell’ambito dei tumori del colon e del pancreas, la ricerca ne estende ora le potenziali applicazioni al carcinoma gastrico.

Una vulnerabilità da colpire con due meccanismi

Cristiano Simone, direttore dell’Uoc di Genetica Medica del De Bellis e corresponding author della ricerca, ha evidenziato come il gruppo sia riuscito a identificare un punto debole delle cellule tumorali sul quale intervenire attraverso due meccanismi complementari.

I risultati ottenuti consentono così ai ricercatori di ampliare un filone di ricerca portato avanti da anni. La fase successiva sarà dedicata alla validazione della strategia, con l’obiettivo di verificare ulteriormente le condizioni necessarie per arrivare a trattamenti oncologici sempre più mirati.

Ricerca e formazione, il percorso di Katia De Marco

Lo studio racconta anche un percorso professionale sviluppatosi interamente all’interno del De Bellis. La prima autrice è Katia De Marco, ricercatrice della Genetica Medica, che ha iniziato la propria esperienza nell’istituto nel 2019 come tirocinante volontaria.

Nel 2020 De Marco ha ottenuto una borsa di studio, mentre nel 2023 è entrata nella Piramide della ricerca sanitaria. Attualmente sta completando un dottorato internazionale con l’Università La Sapienza di Roma e presenta una tesi i cui risultati sono già stati pubblicati a livello internazionale. Nell’arco di sette anni ha partecipato alla realizzazione di 29 pubblicazioni scientifiche.

Il suo percorso è stato seguito fin dalle prime fasi da Valentina Grossi, responsabile di ricerca della stessa unità e corresponding author dello studio, che ne ha accompagnato la crescita scientifica dal periodo di tirocinio fino al dottorato.

L’obiettivo dell’oncologia di precisione

La ricerca si inserisce nel più ampio percorso dell’oncologia di precisione, che mira a identificare caratteristiche molecolari e vulnerabilità specifiche dei tumori per sviluppare interventi maggiormente selettivi.

Il direttore scientifico dell’Irccs De Bellis, Gianluigi Giannelli, ha sottolineato l’importanza di partire dalla conoscenza dei meccanismi molecolari alla base della malattia per individuare nuove strategie terapeutiche. La possibilità di intervenire in maniera selettiva sui punti deboli delle cellule maligne rappresenta infatti uno dei principali filoni della ricerca oncologica portata avanti dall’istituto.

Accanto allo sviluppo delle nuove strategie terapeutiche, il De Bellis punta anche sulla formazione del personale scientifico. Il direttore generale Michelangelo Armenise ha rimarcato il valore degli investimenti nella crescita professionale dei ricercatori, considerati fondamentali per rafforzare la qualità della ricerca e la capacità dell’istituto di confrontarsi in ambito nazionale e internazionale.

Il lavoro sul tumore gastrico rappresenta dunque un ulteriore passaggio di un percorso ancora sperimentale: la combinazione tra inibizione di SMYD3 e PARP-inibitori dovrà proseguire attraverso ulteriori fasi di validazione, con l’obiettivo di comprendere se questa vulnerabilità molecolare potrà tradursi in futuro in nuove opportunità terapeutiche per pazienti selezionati.

Redazione

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